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PROCESSO PFAS, rinviata al’11 novembre l’udienza preliminare: ADUSBEF SARA’ A FIANCO DI COLORO CHE VORRANNO COSTITUIRSI PARTE CIVILE

Martedì, 15 Ottobre 2019

Il procedimento penale n. 1943/16 R.G.N.R. (P. M. Barbara De Munari e Hans Roderich Blattner), si è chiuso con il rinvio a giudizio per 9 manager dell’azienda di Trissino, Miteni. Secondo gli inquirenti, la Miteni sapeva dell'inquinamento del terreno e della falda sin dal 2009.
I reati imputati sono di disastro innominato e di avvelenamento delle acque
Le vicende oggetto dell’indagine riguardano l’inquinamento delle falde fino al 2013, anno in cui la stessa Miteni si autodenunciò.
Un altro filone di inchiesta, ancora pendente, comprende anche l’inquinamento da GenX e riguarda i fatti dal 2013 in poi, in cui è indagato anche l’ultimo amministratore delegato della ditta di Trissino, oramai fallita.
La prima udienza preliminare, inizialmente prevista per il 21 ottobre, è stata differita all’11 novembre a causa dello sciopero indetto dai penalisti.
Sarà possibile costituirsi parte civile fin da questa udienza, anche se il consiglio è quello di attendere la prima udienza dibattimentale. Difatti, rispetto agli imputati che decidessero di patteggiare o di richiedere un rito alternativo al dibattimento, per legge la costituzione di parte civile non potrà essere accolta. Meglio quindi farla quando si è sicuri di chi affronterà il vero e proprio processo, altrimenti si rischia di spendere soldi per niente.

QUALI CONSEGUENZE SONO PROVOCATE DALL’INQUINAMENTO DELLE ACQUE DA PFAS
L’organismo scambia queste sostanze per ormoni, interferendo con l’azione delle ghiandole endocrine, causando malattie a breve e a lungo termine. Queste sostanze possono quindi alterare l’equilibrio ormonale (si pensi alle conseguenze sulla crescita e lo sviluppo del feto e del bambino: le persone più esposte hanno un maggior rischio di patologie riproduttive (infertilità, abortività, endometriosi, ecc.), di disturbi comportamentali nell’infanzia e forse anche di diabete e di alcuni tipi di cancro (testicolo, rene, prostata). Molte di queste patologie associate all’inquinamento da PFAS si sviluppano in organi sensibili agli ormoni testicolari, ed in particolare al testosterone.
Ad ogni modo, la Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Attività Illecite connesse al Ciclo dei Rifiuti, nella seduta del 14 febbraio 2018, allegato 1 pag. 49 - Relazione di aggiornamento sull’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in alcune aree del Veneto, ha accertato che “…i dati oggi disponibili e la letteratura corrente conducono alla conclusione che le correlazioni cause-effetto tra l’insorgenza di alcune patologie e l’ingestione di PFAS attraverso l’acqua potabile, ancorché non definitivamente dimostrate, siano altamente probabili…” In dettaglio, a pag. 41 della medesima relazione parlamentare di inchiesta, le patologie rilevate sono le seguenti: tumori del testicolo e del rene, ipercolesterolemia, colite ulcerosa, malattie tiroidee, ipertensione indotta dalla gravidanza e preeclampsia, nonché varie patologie cardiovascolari quali arteriosclerosi, ischemie cerebrali e cardiache, infarto miocardico acuto e diabete.

GEOGRAFIA
Geograficamente, l’area di massima esposizione sanitaria, la cd. Area d’impatto, o Area Rossa, è l’area dov’era presente la più alta concentrazione di PFAS nel 2013, prima dell’applicazione dei filtri per l’acqua in distribuzione e dove si riscontrano elevate concentrazioni di queste sostanze nelle acque sotterranee e superficiali. È suddivisa a sua volta in Area Rossa A e Area Rossa B.

L’Area Rossa A comprende i Comuni serviti da acquedotti inquinati prima dell’applicazione dei filtri e localizzati sopra il plume di contaminazione della falda sotterranea. Si tratta di Alonte, Asigliano, Brendola, Cologna Veneta, Lonigo, Montagnana, Noventa Vicentina, Pojana Maggiore, Pressana, Roveredo di Guà, Sarego, Zimella e Orgiano.
L’Area Rossa B comprende i Comuni serviti da acquedotti inquinati prima dell’applicazione dei filtri, ma esterni al plume di contaminazione della falda sotterranea. Si tratta di Albaredo d’Adige, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Legnago, Minerbe, Terrazzo, Veronella, Agugliaro (interessato in parte), Borgo Veneto (interessato in parte), Casale di Scodosia (interessato in parte), Lozzo Atestino (interessato in parte), Megliadino San Vitale (interessato in parte), Merlara (interessato in parte), Urbana e Val Liona (interessato in parte).

CHI PU0’ COSTITUIRSI PARTE CIVILE?
Tutti i residenti nelle zone contaminate -senza dubbio quelli della zona rossa, ma anche quelli in zona arancio o verde, che abbiano i valori di PFAS alti nel sangue, anche se non hanno conclamata una delle sei malattie sopradescritte
Tutti i residenti nelle zone contaminate ( senza dubbio quelli della zona rossa, ma anche quelli in zona arancio), anche se non hanno ancora fatto le analisi PFAS nel sangue, perché è aumentato per loro il fattore di rischio di insorgenza delle malattie sopra descritte.
Contattate la sede Adusbef più vicina per avere tutte le informazioni specifiche del caso.

Avv. Emanuela Bellini

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