Diritto
Bancario

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  • Bail in

Cos'è

Settore giuridico da sempre privilegiato dai professionisti Adusbef è il contenzioso in materia di diritto bancario. Prestano consulenza e patrocinio a tutela sia dei privati che delle imprese. In tali ambiti, Adusbef si è distinta per competenza e professionalità che le hanno permesso di conseguire importanti successi nei confronti dei maggiori istituti bancari italiani ed esteri.

I professionisti sono a disposizione per l’esame della contrattualistica sottoscritta dal correntista (conti correnti, mutui, fideiussioni, finanziamenti, aperture di credito, leasing, etc) per verificarne la regolarità.
In caso di accertamento della presenza di criticità (usura, anatocismo, commissione massimo scoperto, new commissions, gioco di valute, etc), anche con il supporto di tecnici altamente specializzati, i professionisti Adusbef assistono il cliente per il recupero delle somme illegittimamente addebitate o comunque per la rideterminazione dell’esatto dare-avere tra le parti.

Per far ciò agiscono sia in ambito stragiudiziale che in sede giudiziale (civile e penale), ricorrendo, ove vi siano i presupposti, anche agli enti preposti alla risoluzione alternativa delle controversie (ABF, ACF, organismi di mediazione). In generale prestano assistenza per qualsivoglia problematica inerente ai rapporti intrattenuti con Banche e finanziarie.

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Casi Famosi

Il Caso Euribor

“La commissione europea con decisone del 4 dicembre 2013, caso AT.39914, ha scoperto l’esistenza di un’intesa, tra il 2005 ed il 2009, , tra taluni istituti di credito volta a manipolare la determinazione del tasso euribor e quindi volta ad influenzare i contratti di finanziamento a tasso variabile.

Il tasso così determinato è risultato essere diretta conseguenza pertanto di una condotta contraria alla normativa comunitaria e nazionale, così come accertato non da una autorità nazionale, ma addirittura dalla Commissione Europea . Non c’è dubbio allora che, accertata da parte della Commissione la violazione del disposto di cui all’art. 2 della legge 287/90 nonché, degli artt. 101 e 53 dei Trattati europei, l’autorità giudiziaria nazionale dovrà trarre le dovute conseguenze restitutorie nell’ambito di innumerevoli rapporti contrattuali , in conseguenza della verificata invalidità della determinazione di quel tasso di riferimento direttamente utilizzato dalle parti”.

Il Costo degli Affidamenti e degli Sconfinamenti Bancari

Una delle questioni che maggiormente interessa i risparmiatori riguarda il costo delle operazioni bancarie, in particolare qui tratteremo delle operazioni riguardanti gli affidamenti e gli sconfinamenti , in pratica quelle che nell’uso comune vengono denominate di “ fido bancario “ e di sconfino.

Il testo unico bancario all’art.117 bis detta le linee generali della disciplina: “(Remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti) 1. I contratti di apertura di credito possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente, una commissione onnicomprensiva, calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell'affidamento, e un tasso di interesse debitore sulle somme prelevate. L'ammontare della commissione ((, determinata in coerenza con la delibera del CICR anche in relazione alle specifiche tipologie di apertura di credito e con particolare riguardo per i conti correnti,)) non puo' superare lo 0,5 per cento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente. 2. A fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido, i contratti di conto corrente e di apertura di credito possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente, una commissione di istruttoria veloce determinata in misura fissa, espressa in valore assoluto, commisurata ai costi e un tasso di interesse debitore sull'ammontare dello sconfinamento. 3. Le clausole che prevedono oneri diversi o non conformi rispetto a quanto stabilito nei commi 1 e 2 sono nulle. La nullita' della clausola non comporta la nullita' del contratto. 4. Il CICR adotta disposizioni applicative del presente articolo ((, ivi comprese quelle in materia di trasparenza e comparabilita',)) e puo' prevedere che esso si applichi ad altri contratti per i quali si pongano analoghe esigenze di tutela del cliente; il CICR prevede i casi in cui, in relazione all'entita' e alla durata dello sconfinamento, non sia dovuta la commissione di istruttoria veloce di cui al comma 2. “

Successivamente Il D.L. 24 marzo 2012, n. 29, convertito con modificazioni dalla L. 18 maggio 2012, n. 62, ha disposto (con l'art. 1, comma 1-ter) che "La commissione di cui al comma 2 dell'articolo 117-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, non si applica alle famiglie consumatrici titolari di conto corrente, nel caso di sconfinamenti pari o inferiori a 500 euro in assenza di affidamento ovvero oltre il limite di fido, per un solo periodo, per ciascun trimestre bancario, non superiore alla durata di sette giorni.”

Al fine di esplicare con normativa di dettaglio è intervenuto il Ministro dell'Economia e delle Finanze con decreto del 30 giugno 2012, n. 644, dettando la disciplina della remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti in attuazione dell'articolo 117-bis del Testo unico bancario, individuando all’art.1 con precisione cosa si intenda per:
a) “cliente”: un soggetto che ha in essere un rapporto contrattuale con l’intermediario. Non sono clienti le banche, le società finanziarie, gli istituti di moneta elettronica, gli istituti di pagamento, le imprese di assicurazione, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio, le società di gestione accentrata di strumenti finanziari, i fondi pensione, Poste Italiane s.p.a., la Cassa depositi e Prestiti e ogni altro soggetto che svolge attività di intermediazione finanziaria. Non si considerano clienti nemmeno le società appartenenti al medesimo gruppo dei soggetti sopra indicati;
b) “intermediario”: le banche, gli istituti di pagamento, gli istituti di moneta elettronica e gli altri soggetti abilitati a offrire al pubblico i contratti previsti dall’articolo 2;
c) “affidamento”, “somma messa a disposizione del cliente” o “linea di credito”: la somma di denaro messa a disposizione del cliente, come determinata nel contratto, con facoltà del cliente di utilizzarla e di ripristinarne la disponibilità;
d) “sconfinamento”: − le somme di denaro utilizzate dal cliente, o comunque addebitategli, in eccedenza rispetto all’affidamento (“utilizzo extrafido”); − le somme di denaro utilizzate dal cliente, o comunque addebitategli, in mancanza di un affidamento, in eccedenza rispetto al saldo del cliente (“sconfinamento in assenza di fido”), ferma restando la possibilità per l’intermediario di non consentire l’utilizzo o l’addebito.

L’Articolo 2 definisce il perimetro delle operazioni nel quale si applica il decreto e la normativa di cui all’art.117 Bis del TUB Il presente decreto definisce gli oneri che possono essere applicati alle linee di credito e agli sconfinamenti, come individuati ai sensi dell’articolo 117-bis del TUB. Esso si applica nei rapporti con i consumatori e in quelli con soggetti diversi dai consumatori: a) alle aperture di credito regolate in conto corrente, in base alle quali il cliente ha la facoltà di utilizzare e di ripristinare la disponibilità dell’affidamento; b) agli sconfinamenti nei contratti di conto corrente in assenza di apertura di credito; c) agli sconfinamenti qualora vi sia un contratto di apertura di credito regolata in conto corrente; d) agli affidamenti e agli sconfinamenti a valere su conti di pagamento, concessi conformemente a quanto previsto ai sensi dell’articolo 114-octies, comma 1, lettera a), del TUB, con l’esclusione degli affidamenti a valere su carte di credito; e) agli sconfinamenti a valere su carte di credito. 2.

L’Articolo 3 entra nello specifico e indica con precisione il costo di un’affidamento (Affidamento) 1. Ciascun affidamento concesso per mezzo di un contratto previsto dall’articolo 2, comma 1, lettere a) e d), può comportare esclusivamente i seguenti oneri a carico del cliente: a) una commissione onnicomprensiva, calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell’affidamento. L’ammontare della commissione è liberamente determinato - in coerenza con il presente decreto – nel contratto, tenendo anche conto della specifica tipologia di affidamento, e non può superare lo 0,5 per cento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente; b) un tasso di interesse.
2. Ai fini del comma 1: i) l’onnicomprensività della commissione comporta che non possono essere previsti ulteriori oneri in relazione alla messa a disposizione dei fondi né all’utilizzo dei medesimi, ivi inclusi la commissione per l’istruttoria, le spese relative al conteggio degli interessi e ogni altro corrispettivo per attività che sono a esclusivo servizio dell’affidamento. Non rientrano nella commissione le imposte, le spese notarili, gli oneri conseguenti a inadempimento del cliente, le spese per l’iscrizione dell’ipoteca, le spese a fronte di servizi di pagamento per l’utilizzo dell’affidamento; ii) la commissione si applica sull’intera somma messa a disposizione del cliente in base al contratto e per il periodo in cui la somma stessa è messa a disposizione; iii) la commissione viene addebitata al cliente secondo quanto previsto dal contratto; se addebitata in anticipo, in caso di estinzione anticipata del rapporto ne viene restituita la parte eccedente; iv) il tasso di interesse si applica sulle somme utilizzate dal cliente per il periodo in cui sono utilizzate.

L’Articolo 4 parla dei costi degli sconfinamenti 1. Agli sconfinamenti previsti dall’articolo 2 possono essere applicati esclusivamente i seguenti oneri a carico del cliente: a) una commissione di istruttoria veloce; b) un tasso di interesse sull’ammontare e per la durata dello sconfinamento.
2. La commissione di istruttoria veloce ha le seguenti caratteristiche: a) è determinata, per ciascun contratto, in misura fissa ed è espressa in valore assoluto. Possono essere applicate commissioni di importo diverso a contratti diversi, anche a seconda della tipologia di clientela. Nei contratti con soggetti diversi dai consumatori possono essere applicate, nello stesso contratto, commissioni differenziate a seconda dell’importo dello sconfinamento, se questo è superiore a 5.000 euro; non possono essere previsti più di tre scaglioni di importo; b) non eccede i costi mediamente sostenuti dall’intermediario per svolgere l’istruttoria veloce e a questa direttamente connessi, secondo quanto previsto dal comma 4; c) è applicata solo a fronte di addebiti che determinano uno sconfinamento o accrescono l’ammontare di uno sconfinamento esistente; d) è applicata solo quando vi è sconfinamento avendo riguardo al saldo disponibile di fine giornata. 3. Se lo sconfinamento è solo sul saldo per valuta non sono applicati né la commissione di istruttoria veloce né il tasso di interesse previsto al comma 1, lett. b).
Lo stesso articolo specifica come si applica la commissione di istruttoria veloce delineando la metodologia di calcolo che le banche devono rispettare : 4. In conformità di quanto previsto dall’articolo 12-bis della delibera CICR 4 marzo 2003, n. 286, come modificata dall’articolo 14 del decreto d’urgenza del Ministro – Presidente del CICR 3 febbraio 2011, n. 117, ai fini della quantificazione e dell’applicazione della commissione di istruttoria veloce, gli intermediari definiscono: a) procedure interne, adeguatamente formalizzate, che individuano i casi in cui è svolta un’istruttoria veloce; la commissione viene applicata esclusivamente in questi casi. A fronte di più sconfinamenti nel corso della stessa giornata non può comunque essere applicata più di una commissione; b) i costi dell’istruttoria veloce, eventualmente differenziati secondo quanto previsto dal comma 2. La quantificazione è formalizzata e adeguatamente motivata. 5. I casi in cui è applicata la commissione di istruttoria veloce in base alle procedure definite ai sensi del comma 4, lettera a), sono resi noti alla clientela.
Di un certo interesse i casi nei quali la commissione non è dovuta, sono ipotesi di sconfino per così dire marginale, nelle quali incorrono spesso i piccoli risparmiatori : 6. La commissione di istruttoria veloce non è dovuta quando: a) nei rapporti con i consumatori, ricorrono entrambi i seguenti presupposti: i) per gli sconfinamenti in assenza di fido, il saldo passivo complessivo – anche se derivante da più addebiti – è inferiore o pari a 500 euro; per gli utilizzi extrafido l’ammontare complessivo di questi ultimi - anche se derivante da più addebiti – è inferiore o pari a 500 euro; ii) lo sconfinamento non ha durata superiore a sette giorni consecutivi; b) lo sconfinamento ha avuto luogo per effettuare un pagamento a favore dell’intermediario; c) lo sconfinamento non ha avuto luogo perché l’intermediario non vi ha acconsentito. 7. Il consumatore beneficia dell‘esclusione prevista dal comma 6, lettera a), per un massimo di una volta per ciascuno dei quattro trimestri di cui si compone l’anno solare.
Altro paletto, per così dire, di un certo rilievo riguarda i costi dello sconfino in particolare il tasso di interesse 8. Ai sensi dell’articolo 117-bis, comma 2, del TUB, a seguito dello sconfinamento il cliente non incorre in oneri ulteriori rispetto a quelli indicati nel presente articolo. Ne consegue che, in caso di utilizzo extrafido, il tasso di interesse previsto per l’utilizzo extrafido si applica esclusivamente all’importo dello sconfinamento e il tasso di interesse relativo all’affidamento può essere aumentato solo in presenza dei presupposti e nel rispetto delle procedure previsti dall’articolo 118 del TUB.

L’Articolo 5. (Disposizioni finali) infine traccia i confini temporali dell’applicazione del decreto entrato in vigore il 1° luglio 2012, in sostanza i contratti in corso al 1° luglio 2012 sono adeguati entro il 1° ottobre 2012 con l’introduzione di clausole conformi all’articolo 117-bis del TUB e al decreto, ai sensi dell’articolo 118 del TUB.

Questo quadro all’apparenza sufficientemente delineato in realtà ha manifestato e manifesta problematicheapplicative notevoli al punto da far intervenire la Banca d’Italia con un ‘orientamento di vigilanza recente in tema di remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti dove si afferma quanto segue :” Nel corso dell’attività di controllo sulle modalità di applicazione delle norme in materia, la Banca d’Italia ha rilevato disomogeneità nell’interpretazione e nelle prassi applicative adottate dagli intermediari, alcune criticità connesse ai peculiari meccanismi operativi delle predette commissioni e ambiti di miglioramento delle condotte sin qui tenute dagli intermediari vigilati. Per conseguire la rimozione delle più frequenti anomalie, assicurare la conformità delle prassi applicative e favorire condotte più attente alla qualità delle relazioni con la clientela, vengono di seguito illustrati gli orientamenti di vigilanza seguiti dalla Banca d’Italia nella propria attività di controllo. L’accluso documento fornisce indicazioni distinte in tre aree di rilievo: governo e assetto organizzativo; prassi applicative e operative; controlli interni. Le sezioni si compongono di parti di testo libero ove sono descritte sinteticamente le principali criticità riscontrate e le indicazioni applicative per gli intermediari desumibili dal complesso delle previsioni normative di riferimento; in separati box colorati sono riportate alcune buone prassi, utili ad innalzare il livello di tutela della clientela e a minimizzare l’esposizione degli intermediari a rischi legali e reputazionali.”Banca d’italia - Delibera 286/2018.


Affrontare gli spunti critici della vigilanza in materia consente al risparmiatore di acquisire una maggiore coscienza critica, così da indurlo ad un vaglio attento dei conteggi bancari.

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