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ABI E BANCA D’ITALIA: I RISPARMI DEGLI ITALIANI CRESCONO ANCORA MA NON VALGONO QUASI NULLA

Martedì, 06 Luglio 2021

ABI E BANCA D’ITALIA: I RISPARMI DEGLI ITALIANI CRESCONO ANCORA MA NON VALGONO QUASI NULLA

Le istituzioni bancarie certificano che la raccolta delle banche a Maggio 2021 è salita a 1.970,6 miliardi di euro, in crescita di 119,2 miliardi. Tra restrizioni anti-Covid e la paura di uscire di casa, i consumi delle famiglie sono diminuite e la propensione al risparmio cresciuta.

Il tasso medio di remunerazione di tali risparmi, a differenza di altri paesi, è però prossimo allo zero e, complice il ribasso della remunerazione delle obbligazioni bancarie, i clienti delle banche hanno perso oltre 11 miliardi rispetto allo scorso anno.

In poche parole i nostri sforzi al risparmio sono stati annullati dalla minore remunerazione sugli stessi; d'altronde la sfiducia nel sistema (scandali sui diamanti, consigli agli investimenti discutibili, fallimenti bancari) portano a credere che l'unica difesa all'orda predatoria sia il risparmio liquido.

Ora si affaccia un nuovo problema: i tassi negativi della BCE e la riserva obbligatoria a garanzia dei depositi stanno rendendo oneroso per le banche il risparmio liquido infruttifero e queste reagiscono  aumentando i costi dei conti correnti oltre una certa soglia di risparmio, paventando il problema di non riuscire a trovare dove impiegarli nell'economia reale (Sic).

In poche parole, dopo aver creato un problema di fiducia nel sistema bancario, le stesse dichiarano di non riuscire ad investire i risparmi accumulati e scaricano la colpa sui risparmiatori mancanti di educazione finanziaria; viene da pensare che abbiano ormai solo la funzione di sostenere il debito pubblico e perciò vengono tutelate ad ogni costo.

La prudenza è un atteggiamento certamente sano nel mondo della finanza, ma la paura è sempre un atteggiamento negativo e paralizzante che fa perdere molte occasioni. Se i 1.970 miliardi portati in banca fossero impiegati in asset redditizi anche solo per l’1% in più all’anno, le famiglie incasserebbero circa una ventina di miliardi, oltre un punto di PIL. Aumenterebbero i consumi e il benessere, mentre l'inflazione fa perdere ben più del dichiarato 1% sul potere di acquisto. In pratica, anziché guadagnarli, gli italiani stanno buttando dalla finestra oltre venti miliardi l'anno.

In questo contesto di sfiducia il Commercialista con esperienza finanziaria, che da sempre è riconosciuto come garante degli interessi dei propri clienti, può e deve aiutare il risparmiatore a trovare una via di uscita e buoni investimenti in relazione alla sua situazione reddituale, familiare e la sua propensione al rischio. Chiama https://www.adusbef.veneto.it/professionisti/dott-massimo-cavallari

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