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L’Arbitro Bancario e Finanziario ha condannato Poste Italiane a risarcire una risparmiatrice che aveva acquistato buoni postali trentennali della serie P/Q.

Giovedì, 21 Maggio 2020

L’ABF con decisione 9437/2020 ha riconosciuto ad una associata Adusbef difesa dall’Avv. Camilla Cusumano, delegata Adusbef Verona, e dall’Avv. Vincenzo Cusumano, entrambi dello studio Legals di Padova il diritto al rimborso di sei buoni postali per gli ultimi dieci anni secondo le condizioni che erano riportate sul retro dei buoni stessi.

I buoni infatti, tutti della serie P, erano stati emessi tra il 1987 ed il 1988 quando era stata emanate una nuova serie, la Q, con tassi di rendimenti molto più bassi rispetto a quelli della serie Q. Invece che ristampare i buoni, veniva apposto sopra alla tabella riportante i rendimenti della serie P un timbro con i diversi rendimenti della serie Q ingenerando non pochi dubbi in capo all’ignaro risparmiatore.

Trascorsi oltre trent’anni dall’emissione dei buoni, l’associata Adusbef si recava in Posta per ritirare l’importo dei sei buoni fruttiferi aumentato, così come indicato sul retro dei buoni stessi, quindi una somma complessiva di Euro 125.874,08 e in quell’occasione la Posta le riferiva che era disposta a rimborsarle solo Euro 65.519,00, quindi un importo nettamente inferiore rispetto a quello che le sarebbe spettato sulla base di quanto riportato sulla tabella sul retro dei buoni. 

Per tale ragione la risparmiatrice si rivolgeva all’Adusbef Verona, nella persona della delegata Adusbef Avv. Camilla Cusumano che inviava una prima diffida alle Poste. 

Successivamente gli Avv.ti Camilla e Vincenzo Cusumano depositavano ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario che riconosceva le ragioni della ricorrente e condannava Poste a pagare dal 21° al 30° anno dall’emissione dei buoni l’importo previsto sul retro degli stessi.

 

Se anche voi avete dei buoni postali rivolgetevi alla sede Adusbef più vicina per ottenere assistenza.

Avv. Camilla Cusumano

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