IL DECRETO "CURA ITALIA" 18/2020

Venerdì, 24 Aprile 2020

Come e quando privati e imprese possono chiedere la sospensione dei mutui e dei finanziamenti

PRIVATI: MUTUI e CREDITO AL CONSUMO

A) Possono richiedere il congelamento delle rate del mutuo i lavoratori autonomi (comprese le ditte individuali e gli artigiani)  e i liberi professionisti che risiedono in Italia purché:
Il mutuo sia stato acceso per acquisto della prima casa (sono esclusi i mutui accesi per l’acquisto della seconda casa o immobili di lusso o per altre finalità);
il contratto deve essere stato stipulato da più di un anno rispetto alla data di richiesta della sospensione (le ultime disposizioni hanno eliminato questo requisito per le domande presentate nei prossimi nove mesi);
la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro dell’intestatario devono essere avvenute nei tre anni precedenti alla richiesta;
il capitale residuo del mutuo non può essere superiore a 250.000 euro;
l'Isee del richiedente non deve essere superiore ai 30.000 euro ma per i prossimi nove mesi non è più richiesto il rispetto di questo limite;
il richiedente dichiari con autocertificazione di aver subito dal 21.02. in avanti per tre mesi o comunque, se inferiore a un trimestre, fino al momento della presentazione della domanda, una riduzione del fatturato medio giornaliero superiore al 33% rispetto a quello dell'ultimo trimestre 2019.
non vi sia già un ritardo superiore ai 90 giorni consecutivi nel pagamento delle rate oppure il finanziamento abbia già goduto di agevolazioni pubbliche.
non sia già stato notificato un atto esecutivo sull'immobile dato in garanzia per la concessione del mutuo, anche se notificato dopo il 21/02/2020, sussistendo solo un periodo di sospensione dei termini processuali decorrente dal DPCM 08/03/2020 e non un periodo zona franca in cui gli atti giudiziari già notificati non acquisiscono efficacia.
- Le domande possono essere inoltrate a partire dal 30.03.2020 compilando il modulo predisposto dal MEF rinvenibile sul nostro sito ma disponibile anche sul sito Consap a cui va allegata tutta la documentazione richiesta per dimostrare l’esistenza dei presupposti per godere della sospensione.
- Sarà poi la filiale ove è in essere il rapporto e alla quale dovete rivolgervi, che ritirerà la documentazione e la consegnerà direttamente a Consap che farà tutte le verifiche del caso e vi darà una risposta positiva o negativa entro 15 giorni. In caso di esito positivo, la sospensione viene attivata nei successivi 30 giorni lavorativi (che diventano 45 in caso di mutuo cartolarizzato).
- La sospensione delle rate può essere chiesta per un massimo di 18 mesi, divisibile anche in due periodi.
- Se, invece, la richiesta avviene per la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro potrà essere:
di massimo sei mesi per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo compreso tra 30 e 150 giorni consecutivi;
di massimo 12 mesi per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo compreso tra 151 e 302 giorni consecutivi;
di massimo 18 mesi per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo superiore a 302 giorni consecutivi.
- Durante il periodo di sospensione rimangono, a carico del cliente, per le rate sospese, la quota capitale e metà della quota interessi che verranno agati “in coda” al precedente ammortamento.

B) Le previsioni sopra citate non valgono per i mutui diversi da quelli descritti al punto A) e, cioè, quelli per l'acquisto di una seconda casa, per i prestiti personali o finalizzati e per le cessioni del quinto, ai quali il decreto “Cura Italia” non fa cenno ma che in questo periodo possono, comunque, comportare dei problemi nel pagamento delle rate.
Se, dunque, non riuscite a pagare le rate di un finanziamento o di un mutuo che non rientra tra quelli coperti dal Fondo, vi diamo i seguenti semplici consigli al fine di evitare spiacevoli inconvenienti, a volte non rimediabili.

1) Rivolgetevi subito alla Banca o alla Finanziaria prima di non pagare anche una sola rata per verificare se prevede procedure autonome di sospensione, anche in relazione all’emergenza Coronavirus. Ricordatevi, infatti, che di solito le Banche sono più propense a concedere moratorie a chi è sempre stato in regola con i versamenti e non ha chi è già moroso nel momento in cui la chiede..
Inoltre, se la vostra richiesta non venisse accolta, il ritardo e/o mancato pagamento delle rate potrebbe comportare la segnalazione del vostro nominativo nei Sistemi di Informazioni Creditizie, con spiacevoli e spesso irrimediabili conseguenze a vostro carico.
Se la Banca vi propone una sospensione, fate attenzione alle condizioni economiche che la regoleranno, in quanto queste moratorie non sono quelle previste dal Fondo Consap e, quindi, possono avere anche condizioni differenti, magari molto più onerose.

2) Controllate comunque le condizioni contrattuali del vostro contratto di finanziamento che potrebbe prevedere già delle ipotesi di sospensione per casistiche particolari alle quali potrete aderire.

3) In caso di accordata sospensione - e questo vale anche in caso di sospensione nell’ipotesi A) - assicuratevi che la Banca o la Finanziaria abbia effettivamente accolto la vostra domanda e pretendete, dunque, un documento scritto che provi l’accettazione e le condizioni applicate alla sospensione: potrebbe capitare, infatti, che l’Istituto vi anticipi a voce che vi accorderà la sospensione ma, poi, di fatto, non lo faccia con gravi conseguenze a vostro carico – sotto il profilo delle segnalazioni e degli interessi di mora - per il mancato pagamento di rate in realtà non sospese.


IMPRESE: LINEE DI CREDITO E LEASING

Tra le altre disposizioni atte a disciplinare le conseguenze dell’attuale emergenza derivante dal coronavirus sull’attività economica e produttiva del Paese, il Decreto Cura Italia, all’art. 56, ha previsto una moratoria per le micro, piccole e medie imprese (PMI), i professionisti e le ditte individuali, che consente di congelare, fino al 30 settembre 2020, linee di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su titoli di credito, scadenze di prestiti a breve e rate di prestiti e canoni in scadenza.
In particolare, il 2°comma dell’art. 56 prevede che:
a) per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
b) per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalita', fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;
c) per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 e' sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione e' dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalita', secondo modalita' che assicurino l'assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; e' facolta' delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

Possono, quindi, ricorrere alla moratoria le imprese in bonis anche se hanno già ottenuto misure di sospensione o ristrutturazione dello stesso finanziamento nell’arco dei 24 mesi precedenti.

Per aderire alla sospensione, le imprese dovranno farne richiesta al proprio Istituto di credito, inviando tramite PEC o raccomandata, il modulo predisposto dal MEF.
Il Decreto prevede che l’Istituto di credito aderisca in forma automatica alla sospensione e prevede espressamente l’assenza di nuovi e maggiori oneri per entrambe le parti.
Inoltre, la moratoria non incide nella qualificazione da parte degli intermediari finanziari sulla qualità del credito, nel senso che non determina un automatico cambiamento della classificazione per qualità creditizia delle esposizioni oggetto delle operazioni di moratoria, salvo che non sussistano elementi oggettivi nuovi che inducano gli intermediari a rivedere il giudizio sulla qualità creditizia del debitore durante questo periodo.

Poiché le varie questioni sottese alla richiesta di moratoria, sia per privati che imprese, possono profilarsi complesse, vi consigliamo di rivolgervi alle nostre Sedi Adusbef che vi forniranno un supporto legale al fine di evitarvi errori o che la Banca e/o la Finanziaria magari rifiuti a priori la vostra richiesta di sospensione anche laddove sussistano i presupposti per accoglierla.

Avv. Elisabetta D'Este

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