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La spesa alimentare alle stelle

tratto da "il mattino di Padova" del 17 ottobre 2007

 La spesa alimentare alle stelle
di Massimo Nardin

Famiglie in affanno: in un anno il pane è cresciuto del 7,5%

«Scegli: o un chilo di pane o un etto di prosciutto. Tutti e due, non possiamo permetterceli». Al supermercato Pam dell'Arcella, marito e moglie dialogano così, a conferma di come in questo momento l'ascesa prezzi preoccupi non poco le famiglie padovane. Gli aumenti vertiginosi mettono in crisi i bilanci domestici, soprattutto con l'approssimarsi del fine mese. E il caro-pane infiamma il carrello della spesa alimentare quotidiana, con la pagnotta che su base annua cresce, in media, addirittura del 7,5%.

È sempre più bufera dopo la conferma, da parte dell'Istat, dell'aumento dell'inflazione all'1,7% nel mese di settembre, con le associazioni dei consumatori padovane dell'Intesa dei Consumatori pronte a scendere in piazza per tutelare il potere d'acquisto dei cittadini: «Non è più possibile continuare con questi rincari», interviene Mara Bedin, leader della Federconsumatori padovana «la borsa della spesa è sempre più leggera e molte famiglie sono in netta difficoltà economica nella seconda metà del mese». Dopo la pasta, in effetti, a cadere nel vortice degli aumenti ingiustificati sono i prezzi di pane, carne e treni, per i quali sono stati annunciati ritocchi consistenti al rialzo.
In pratica se lo scorso anno un chilo di pane costava sui 2,2 euro, oggi si è saliti in media a 2,4 euro al chilo. I dati Istat sono arrivati proprio nel giorno in cui anche l'Antitrust ha annunciato l'avvio di un'istruttoria sui prezzi del pane a Roma.
Il garante per la concorrenza, vuole infatti verificare se l'unione panificatori della capitale ha dato vita a un cartello anticoncorrenziale, fissando un listino dei prezzi con l'indicazione degli aumenti legati ai rincari del costo del grano.
Ma non è solo il pane ad essere rincarato a ritmi vertiginosi. Per la pasta l'aumento è stato del 4,5%, per il latte del 3,2%, per la frutta del 5,6%. E così via per tutti gli alimentari (prezzi del riso + 3,4%, pollo +6%, uova, +3,8%), al punto che una spesa tipo per una famiglia di 4 persone è rincarata, in base ad alcuni calcoli esemplificativi, di 24 euro al mese (288 euro all'anno). «È un gioco al massacro», sostengono le associazioni dei consumatori «giocando su beni essenziali come gli alimentari o i trasporti ferroviari, dei quali i consumatori non possono certo fare a meno. Una stangata che deve portare il governo a proclamare lo stato di «emergenza prezzi», istituendo una task fqrce ad hoc che abbia il compito preciso non solo di punire le speculazioni in atto, ma anche studiare il fenomeno e verificare l'incidenza sul potere d'acquisto delle famiglie, al fine di individuare soluzioni».
I dati comunicati dall'Istat in chiave provinciale padovana confermano le preoccupazioni delle associazioni dei consumatori in merito alla diminuzione dei consumi, specialmente dei prodotti alimentari, che registrano un forte calo dello 0,8% nelle vendite al dettaglio. Considerando anche i dati espressi dalla Coldiretti locale sulla diminuzione dei consumi del pane (-5,6%), la situazione è più che evidente: i prezzi folli stanno innescando una caduta libera degli acquisti delle famiglie, che mette a repentaglio l'intera economia. «Ora il Governo», afferma Cavallari dell'Adusbef «deve riportare i prezzi alla normalità, lavorando per ottenere una riduzione di almeno il 5% e disincentivare qualsiasi ulteriore rialzo. Ai consumatori poco importa di chi siano le responsabilità degli aumenti, quello che per loro conta è che ci sia una seria politica dei redditi a salvaguardia delle famiglie».

 
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