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In due giorni il pieno costa 2 euro in pi?

tratto da "Il Mattino" di Padova del 3 maggio 2008

In due giorni il pieno costa 2 euro in più
Aumento di 200 euro all'anno sulla benzina.
I consumatori chiedono sconti sulle accise

di Massimo Nardin

Benzina sempre più alle stelle. In due giorni (e in mezzo c'era pure la festa del Lavoro) l'aumento medio è stato di 0,046 millesimi di euro al litro per la verde e di 0,039 per il gasolio. Un rincaro da brividi, (pari a 90 vecchie lire al litro) che proprio in questi giorni di ponte prefestivo si traduce in un esborso medio per i padovani di 2 euro in più a pieno rispetto ad appena una settimana fa. Per Federconsumatori di Padova, capitanata da Mara Bedin, è «assolutamente urgente intervenire, reintroducendo e aumentando lo sconto sulle accise attivato a marzo ma già annullato».


«Per le famiglie padovane con due figli - aggiunge Bedin - che percorrono in media 15 mila chilometri all'anno, la spesa annua raggiunge ormai i 1.500 euro per la benzina e oltre 1.700 euro per il gasolio». Già, basta solo un dato a far capire quanta pressione ci sia in questi giorni sul versante inflazionistico legato al caro-carburanti: gli aumenti registrati tra il 25 aprile e il 2 maggio (vedi tabella, ndr.) portano a un esborso aggiuntivo di 2 euro in più per ogni pieno. Se non si interviene sia sul versante strutturale e sia su quello fiscale - dicono le associazioni dei consumatori - si prospettano giorni ne-rissimi. Prendiamo infatti un automobilista che consuma 1.200 litri annui pari a due pieni al mese. Ad inizio maggio 2007 con la benzina a 1.27 euro al litro si spendeva per ogni pieno 63,5 euro, pari a 1.524 euro annui. Oggi con la benzina a 1,44 euro al litro il costo è passato a 72 euro per ogni pieno, con un costo annuo di 1.728 euro e un aumento complessivo di spesa di 204 euro. Per il gasolio, a 1,12 euro al litro un anno fa, si spendevano 56 euro a pieno ed oggi con il prezzo a 1,40 al litro, si spendono 70 euro.
«Già - rincara la dose Mara Bedin - annualmente si è passati da una spesa di 1.344 euro a 1.680 con un aumento di 336 euro». Sono i numeri della crisi, ma il carburante è una spesa obbligata. «Il settore necessita urgentemente sia di interventi fiscali con abbattimenti sostanziosi dell'accisa, sia di una seria e concreta liberalizzazione del settore che colpisca inefficienze, rendite e speculazioni soprattutto basate sulla doppia velocità dei prezzi, sui cambi dollaro-euro e sulla asimmetria dei costi di produzione dei carburanti italiani con quelli europei».
Ma' c'è anche un'altra questione che, questa volta, fa andare su tutte le furie l'avvocato Fulvio Cavallari, leader di Adusbef Veneto. «Quello che sta succedendo da una settimana nel circuito di distribuzione carburanti dell'Agip è francamente grave». Perché? «Non solo viene aumentato, seppur di un millesimo, il prezzo dei carburanti fai da te -dice Cavallari- ma si disattendono gli impegni che erano stati presi con l'Antitrust di aumentare sia il numero degli impianti fai da te e sia lo sconto da praticare sui medesimi. Siamo di fronte ad impegni che prevedevano riduzioni almeno di 2,5 centesimi al litro per il fai da te, e da parte della compagnia di bandiera si poteva arrivare addirittura a sconti di 5 centesimi. Ricordo che una compagnia che pratica un millesimo in più al litro e con una quota di mercato del 30% incasserebbe ogni giorno 15.000 euro per la benzina e 28.000 per il gasolio, pari a circa 16 milioni all'anno». Le richieste al nuovo governo e all'Antitrust sono precise: «Devono mettere fine a queste truffe».
 

 
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