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Derivati-collusione Ministero Banche-Cannata

Derivati-collusione Ministero Banche-Cannata

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07253
Atto n. 4-07253

Pubblicato il 11 aprile 2012, nella seduta n. 706

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

le insidie contenute nei contratti derivati, che molti enti locali italiani hanno stipulato dal 2002 fino al divieto introdotto nel giugno 2008, sono sfociate in due direttrici principali, quella della revisione normativa e quella dei contenziosi tra banche ed enti, che si sono incrociate nell’ultimo anno;

relativamente alla revisione normativa: a settembre 2009 il Dipartimento del Tesoro ha messo in consultazione una bozza di regolamento in materia di contratti derivati stipulabili da Regioni ed enti locali; nella bozza si introducevano importanti novità per assicurare la trasparenza contrattuale attraverso l’illustrazione di scenari di probabilità che dovevano chiarire all’ente (prima della sottoscrizione del contratto) i rischi e i costi (anche impliciti) del derivato; il regolamento non è mai stato emanato. Il Dipartimento sta mantenendo in piedi da oltre due anni un divieto agli enti locali di sottoscrivere derivati e nel frattempo sta approfondendo il tema; l’approfondimento consiste nel vagliare soluzioni di trasparenza alternative agli scenari probabilistici: le “analisi di sensitività”. Si tratta di semplici esercizi di statica comparata (primo anno della facoltà di Economia) dove si mostra ad esempio quanto sale il costo di una passività comprensiva del derivato proposto all’ente nel contratto se i tassi aumentano del 10 per cento; da notare che la statica comparata ha ben poco a che fare con il concetto di rischio di un’operazione in derivati. Perciò abbandonare le probabilità per l’analisi di sensitività è un non progresso nell’opera di accrescimento della trasparenza dato che le sovra-semplificazioni e le ipotesi implicite negli esercizietti di statica comparata occultano i veri rischi del derivato e possono fuorviare le decisioni dell’ente locale;

il “padre” dell’analisi di sensitività in opposizione agli scenari di probabilità è il professor Carlo Domenico Mottura che ha certamente condiviso la sua soluzione di trasparenza con la dottoressa Cannata, attuale dirigente generale responsabile della Direzione del debito pubblico del Dipartimento del Tesoro: a quanto risulta all’interrogante, in un intervento in un Convegno a Palermo nel novembre 2010 la dottoressa Cannata ha dichiarato che a seguito di ulteriori approfondimenti erano emersi punti di debolezza dell’approccio probabilistico e si rendeva necessario valutare soluzioni di trasparenza alternative come appunto quelle basate sull’analisi di sensitività; le argomentazioni usate in quel convegno dalla dottoressa Cannata sono state identiche a quelle presentate solo tre mesi dopo (febbraio 2011) da Mottura in un convegno dell’Associazione bancaria italiana (ABI) ove è intervenuta anche la dottoressa Cannata; nello stesso convegno Mottura proponeva come soluzione per la trasparenza dei derivati l’analisi di sensitività; meno di un mese dopo (marzo-aprile 2011) circolava in via ufficiosa (formalmente smentita dalla dottoressa Cannata) una nuova bozza di regolamento sui derivati degli enti locali dove gli scenari di probabilità erano stati rimpiazzati proprio dall’analisi di sensitività proposta da Mottura;

relativamente ai contenziosi tra banche ed enti locali, nella vicenda della Provincia di Pisa contro le banche Dexia e Depfa per costi occulti sul derivato sottoscritto dalla Provincia: la società MTM Advisors (Mottura) è consulente tecnico delle banche; con ordinanza del 7 settembre 2011 il Consiglio di Stato ha disposto delle consulenze tecniche in ordine al derivato in questione; a ottobre 2011 la dottoressa Cannata, inizialmente nominata consulente tecnico d’ufficio, ha rigettato la consulenza rappresentando (invero dopo alcuni articoli a lei sfavorevoli apparsi sulla stampa nazionale) l’esistenza di una situazione asseritamente ostativa all’espletamento del mandato;

considerato che a quanto risulta all’interrogante:

il professor Carlo Domenico Mottura, ordinario di Matematica finanziaria e di Modelli di risk management all’Università degli studi “Roma 3″, è socio fondatore della società MTM Advisors, società di consulenza e assistenza nei contratti finanziari, specie contratti derivati e strutturati;

uno degli altri due soci fondatori è Andrea Monorchio, ordinario di Contabilità di Stato e degli enti pubblici nella facoltà di Scienze politiche dell’Università di Siena;

Monorchio, che è suocero di Mottura, è stato il diciassettesimo Ragioniere generale dello Stato dal 1° settembre 1989 al 30 giugno 2002;

in questo periodo (a dicembre 2000), la dottoressa Maria Cannata è diventata direttore della Direzione del debito pubblico in seno al Dipartimento del Tesoro, la cui nomina (secondo alcune indiscrezioni di cui l’interrogante è venuto a conoscenza) sarebbe stata fortemente “sponsorizzata” dall’allora Ragioniere generale dello Stato;

Mottura è uno dei più quotati consulenti tecnici delle banche in tutti i contenziosi con enti locali italiani. Oltre a quello tra Dexia/Depfa e la Provincia di Pisa si cita, ad esempio, quello tra BNL e il Comune di Messina;

nel corso di tale contenzioso il Dipartimento del Tesoro il 7 ottobre 2011 ha espresso un parere secondo cui i contratti swap sono qualificati dalla normativa nazionale e dalle regole Eurostat non come debito ma come strumenti di gestione del debito. Il giudizio di convenienza economica di cui all’articolo 41, comma 2, della legge n. 448 del 2001 non è quindi applicabile – secondo il citato parere – all’ipotesi di stipula di swap, bensì esclusivamente alla rinegoziazione di debiti attraverso nuovi debiti, nel qual caso la norma impone di valutare se, per effetto dell’avvenuta rinegoziazione, il costo del finanziamento si è ridotto;

a giudizio dell’interrogante è abbastanza evidente che il parere non è a favore del Comune di Messina, ma della BNL di cui Mottura è consulente;

in un precedente atto di sindacato ispettivo l’interrogante aveva già sollevato l’evidente conflitto di interessi visto che a proprio giudizio:

due consulenti del Consiglio di Stato dovrebbero astenersi dalla consulenza tecnica, proprio perché Maria Cannata, dirigente del Ministero dell’economia, è impegnata nella stesura definitiva del regolamento che sbloccherà la stipula di nuovi derivati per gli enti locali servendosi di un consulente delle banche;

occorrerebbe evitare che i derivati avariati collocati presso gli enti locali per un controvalore di 52,2 miliardi di euro con pochissime probabilità di guadagno per i contraenti, moltissime per le banche, i cui contratti sono annullabili a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, possano essere resuscitati da consulenze posticce;

il conflitto di interessi lampante sull’operato del consulente delle banche, che potrebbe essere l’anima portante della versione finale del regolamento condiviso dallo stesso Ministero, è la prova inconfutabile di un Ministero dell’economia che si fa dettare le regole dalle banche mediante i suoi strapagati consulenti;

gli accademici, i giuristi, i consulenti che hanno rapporti professionali con le banche e che hanno dichiarato di preferire l’analisi di sensitività sui prodotti derivati, sostenendo che le informazioni sulle probabilità non sarebbero utili a individuare i rischi, possono mettere a rischio l’evidenza dei costi occulti praticati, con il concorso di dirigenti del Ministero dell’economia che dovrebbero al contrario vigilare sulla correttezza e trasparenza degli swap emessi, nella maggior parte dei casi, non per alleviare i debiti degli enti locali, ma per ingrassare i bilanci delle banche, le stock option dei banchieri e gli incentivi dei piazzisti (atto 3-02421),

si chiede di sapere:

se, a quanto risulta al Ministro in indirizzo, Carlo Domenico Mottura, ordinario della facoltà di Economia nell’Università Roma Tre e consulente di Dexia e Depfa, sia lo stesso professionista che il Ministero dell’economia ha sentito negli ultimi mesi, probabilmente su indicazione della dottoressa Cannata, proprio per rivedere il regolamento sugli enti locali, proponendo di sostituire le informazioni sulle “probabilità di convenienza” dello swap con l’”analisi di sensitività”, in linea con le posizioni espresse dal mondo bancario;

se la dottoressa Cannata, che non si è ancora attivata per l’emanazione dei regolamenti in materia di derivati a quasi 4 anni dal loro divieto, abbia subito influenze per favorire le banche di affari e le banche estere molto attive nel collocare tali strumenti presso gli enti locali per un valore nozionale di ben 60 miliardi di euro;

quali misure urgenti il Governo intenda attivare sia per trovare soluzioni allo scandalo dei derivati che per allontanare i sospetti di vera e propria collusione tra dirigenti del Ministero e banche.

 

L'Analista Finanziario

L'analista finanziario: Come investire
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