domenica 21 marzo 2010
ARGENTINA, Bond Argentina PDF Stampa E-mail

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Obbligazioni Argentina
Rubrica finanziaria a cura di
Tiziana Pinaffo



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finmekBond Argentina:


newsNota integrativa supplementare Bond Argentina Inizio negoziazione obbligazioni Repubblica Argentina

Avete aderito allofferta pubblica di scambio con lArgentina? ma volete fare causa alla banca? Oggi potete farlo, ecco la sentenza che ve lo permette

23/10/2006 - Bond Argentina: clienti risarcite. Il tribunale di Padova ha accolto le richieste avanzate da madre e figlia che investirono tutti i loro risparmi. Enzo Bordin. Credito Cooperativo condannato a pagare 240 mila euro
Lopinione dellAnalista:
Argentina: linterminabile ristrutturazione
A distanza oramai di ben tre anni dalleclatante default Argentina la ristrutturazione dei bond è ancora ampiamente lontana da una soluzione, che a quanto pare non sarà nè soddisfacente nè tanto meno rapida, poichè si presume tra qualche decennio (forse il 2038) il rimborso di appena un terzo del valore nominale investito.

Sorvolando sulle annose trattative tra Governo argentino e comitati degli obbligazionisti analizziamo brevemente alcuni dei dati oggettivi riscontrabili: si stimano circa 220 emissioni erogate prima del default dal Ministero del Tesoro argentino e dalle aziende a carattere statale. Nel 2000 il debito estero argentino sfiorava i 148 miliardi di dollari USA dopo un impennata verticale sin dai primi Anni 90: leconomia interna era da oltre un decennio in preoccupante crisi degenerativa, tantè che Standard & Poors declassò ripetutamente il rating di Argentina dal 1998 in avanti.
Quando il Paese dichiarò ufficialmente nel dicembre 2001 lo stato di insolvenza, le quotazioni della maggioranza dei titoli obbligazionari emessi erano già crollate da mesi, sintomo che i mercati finanziari avevano scontato nei prezzi leventualità di una crisi con gravi ripercussioni.

La diligenza, la prudenza e la trasparenza richieste dalla Legge Italiana agli intermediari finanziari nellambito della negoziazione di strumenti finanziari, avrebbe dovuto portare le banche ad avvisare gli investitori dellallarmante condizione dellemittente argentino, arrecando sulle conferme dordine sottoscritte dai risparmiatori quanto meno la dicitura "titolo a rischio".

Sorprendente è il numero di Associati Adusbef che ci sottolinea invece il tono tuttora rassicurante di numerosi operatori bancari nei meriti della ristrutturazione del debito, addirittura permettendosi di nutrire di belle speranze lanimo angosciato di migliaia di risparmiatori. Il risultato è un clima di attesa indotto da una "strategica persuasione rassicurante" attuata latentemente da molti operatori bancari, che caratterizza il disoriantamento di numerosi malcapitati obbligazionisti, i quali oltre al danno subiscono poi anche la beffa, in quanto in molteplici situazioni realizzano tardivamente che, nellattesa della ristrutturazione, i termini di prescrizione legale si approssimano alla scadenza, facendo così sfumare anche leventuale possibilità di rivalsa nei confronti dellintermediario. Strategica persuasione attendista?

21 dicembre 2004


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ProspettoProspetto informativo attinente la ristrutturazione delle obbligazioni Argentina (download)

ProspettoIntegrazione al documento di offerta (download)


23/10/2006 - Bond Argentina: clienti risarcite. Il tribunale di Padova ha accolto le richieste avanzate da madre e figlia che investirono tutti i loro risparmi. Enzo Bordin. Credito Cooperativo condannato a pagare 240 mila euro

Si ? appena conclusa a Padova una causa civile, con tanto di sentenza-pilota sulle obbligazioni carta-straccia denominate ?Argentina?. E una sentenza destinata a fare dottrina per i circa 350 mila casi in Italia analoghi a quello trattato. Il tribunale ha accolto la richiesta di risarcimento di denaro avanzata da madre e figlia padovane (A.G. e C.B.) che acquistarono a partire dal 1999 bond argentini per 242 mila euro dal Credito Cooperativo di Ospedaletto Euganeo.
(dal "Il mattino di Padova" 23 ottobre 2006) »»vai alla notizia completa


06/03/2006 - Provvedimento esecutivo per la Repubblica Argentina per il risarcimento degli obbligazionisti

Diversi quotidiani di sabato riportano quella che da alcuni viene definita una notizia importante per chi a suo tempo non aveva aderito allofferta di scambio promossa da Buenos Aires nel 2005. Il Tribunale di New York, con una sentenza datata 22 febbraio, ha obbligato la Repubblica Argentina al pagamento di 22 milioni di dollari pi? gli interessi a una banca straniera che aveva in portafoglio i vecchi tango-bond non ristrutturati. ? il primo provvedimento esecutivo contro la Repubblica Argentina e segna un punto a favore di quel gruppo di investitori internazionali tra cui alcuni italiani, che ha avviato presso lo stesso tribunale una causa da 40 milioni di dollari sui cui dovr? pronunciarsi lo stesso giudice, Thomas Griesa. Inoltre, a proposito del ricorso allIcsid, sui quotidiani si dice che non si potr? non tenere conto del precedente americano. Il Sole 24 Ore riporta i dettagli della sentenza: il 12 gennaio 2005 la banca ha chiesto di accelerare i bond in suo possesso, con il termine accelerazione si indica la richiesta avanzata dagli obbligazionisti creditori di un emittente insolvente, di rendere i titoli immediatamente liquidi ed esigibili a prescindere dalla data di scadenza. LArgentina si era opposta sostenendo che per esercitare la facolt? di accelerare, listituto avrebbe dovuto possedere il 25% dellintero ammontare dellemissione. Il giudice per? ha dato ragione alla banca e se Buenos Aires non dovesse rispettare la sentenza potrebbero essere aggrediti i beni mobili (come i depositi bancari) e immobili negli USA e in tutti gli altri paesi che hanno trattati bilaterali con gli Stati Uniti. Tuttavia, il quotidiano precisa che questa strada sar? difficilmente perseguibile dai piccoli risparmiatori, a causa degli elevati costi da sostenere per tentare una causa simile negli Stati Uniti. (tratto da Soldionline.it)




03/03/2006 Ricorso del TFA per ottenere un arbitrato dalla Repubblica Argentina

La Task Force Argentina (Tfa), organismo creato dalle banche italiane per tutelare gli investitori italiani colpiti dal default della Repubblica Argentina, ha annunciato la partenza del ricorso allIcsid in modo da costringere, in caso di esito positivo, il governo argentino a trovare una soluzione per 220mila risparmiatori italiani che lanno scorso, proprio su consiglio della Tfa e di alcune associazioni, non hanno aderito allofferta di scambio titoli promossa dallArgentina. LIcsid ? lorgano della Banca Mondiale competente a risolvere le controversie tra Stati sovrani e investitori, i risparmiatori italiani vi si potranno appellare gratuitamente per un mese a partire dal 27 marzo. A giorni, tutti gli obbligazionisti coinvolti riceveranno dalla propria banca una lettera che conterr? i particolari delliniziativa. In essa verranno indicati anche i documenti da presentare per conferire la delega alla Tfa. Firmando la delega, il risparmiatore conferisce allo studio legale americano White&Chase una procura alle liti. La nota della Tfa informa inoltre che ? difficile prevedere a priori i tempi e lesito del ricorso ma lassociazione ritiene che lArgentina abbia ignorato i diritti degli investitori italiani ed ? quindi fiduciosa che ci siano validi elementi giuridici a supporto della richiesta di pagamento di quanto dovuto. Secondo il Sole 24 Ore, i risparmiatori devono avere dei requisiti precisi: 1) essere cittadini italiani e non devono aver vissuto in Argentina per pi? di due anni; 2) essere possessori dei vecchi tango-bond cio? non devono aver aderito alla precedente offerta di scambio promossa lo scorso anno; 3) devono aver acquistato le obbligazioni prima della data del default (dicembre 2001); 4) chi aderir? allarbitrato non potr? avviare azioni legali in Italia contro la banca che ha venduto i bond. Come spiega la Tfa, se il tribunale dichiarasse la nullit? del contratto verrebbe meno la qualit? di investitore. ? comunque possibile abbandonare liberamente larbitrato. (tratto da Soldionline.it)



21/01/2005La proposta di ristrutturazione in sintesi


AVVERTENZA: il presente costituisce una sintesi tecnica e sommaria a titolo meramente informativo della proposta di ristrutturazione. Considerata lelevata complessità dellofferta, articolata in oltre 600 pagine tra prospetto ed integrazioni, si raccomanda la lettura del prospetto informativo disponibile sul sito (prospetto e integrazione ristrutturazione obbligazioni Argentina). La comunicazione sottostante non rappresenta consulenza in materia di strumenti finanziari nè sollecitazione al pubblico risparmio.

La ristrutturazione comporterà in sostanza la sottoscrizione di Nuove Obbligazioni per un ammontare complessivo indicativo, in caso di partecipazione totalitaria allInvito Globale, di circa 41,8 miliardi* di dollari rispetto ad un debito di 182 miliardi di dollari circa (dato al 30 giugno 2004) previo il trasferimento allArgentina tramite lExchange Agent (Bank of New York) dei titoli cartacei delle Obbligazioni Esistenti, ossia quelle andate in default ed inserite nella lista del prospetto informativo.

Come espresso nel prospetto informativo <<ladesione comporta la rinuncia a qualsiasi azione, pendente o futura, nei confronti dellArgentina, del trustee o del fiscal agent delle Obbligazioni Esistenti conferite>> (n.d.r. - vedasi lista nel Prospetto). Il trustee è il fiduciario rappresentante i creditori nellambito dellemissione obbligazionaria, mentre il fiscal agent, solitamente identificato negli istituti di credito, rappresenta lorganismo abilitato alla gestione fiscale del prestito medesimo.

Le Nuove Obbligazioni saranno suddivise sommariamente in 3 categorie:

- Obbligazioni Par, denominate in dollari, euro e peso, rapporto di scambio 1:1 (relazionato alla valuta), scadenza 2038, ammontare emesso tra 10 e 15 miliardi di dollari a seconda delladesione (4 febbraio 2005 data di chiusura delladesione al riparto);

- Obbligazioni Discount, denominate in dollari, euro, peso, rapporto di scambio 1:0,337 (relazionato alla valuta), scadenza 2033, ammontare emesso 18,5 miliardi di dollari a seconda delladesione;

- Obbligazioni Quasi-Par, denominate in peso, rapporto di scambio 1:0,699 (relazionato alla valuta), scadenza 2045, ammontare emesso circa 8,3 miliardi di dollari applicando il tasso di cambio in vigore al 31 dicembre 2003.

A ciascuna obbligazione sarà annesso un Titolo PIL, ossia uno strumento finanziario condizionato ed indicizzato al raggiungimento di determinati risultati di PIL dellArgentina, il quale verrà successivamente separato e negoziato indipendentemente. Questo strumento potrà tuttavia incidere marginalmente su un miglioramento del tasso di interesse, fermo restando che il capitale alla scadenza rimarrà comunque quello pattuito allorigine dello scambio.

Importante considerare che le Obbligazioni Par saranno assoggettate ad un meccanismo di step-up, ossia nellultimo periodo di quotazione (dal 2029 al 2038) il tasso di interesse arriverà al massimo al 4,74% per i titoli denominati in euro: a fronte di una scadenza così lunga appare un limite alquanto significativo. Inoltre accettare obbligazioni in peso significherebbe supportare il rischio di incertezza valutaria di una divisa appartenente ad un Paese in via di ristrutturazione: qualora lArgentina non riuscisse a sanare adeguatamente il proprio sistema economico, il peso potrebbe svalutarsi.

Lofferta di scambio è valida dal 14 gennaio al 25 febbraio 2005 fatto salvo che per le Obbligazioni Par, per le quali la chiusura è prevista per il 4 febbraio 2005. I risultati definitivi dellOfferta di Scambio verranno annunciati il 18 marzo 2005, mentre per l1 aprile 2005 è prevista la data di scambio.


* La cifra deriva dalla somma degli ammontari massimi di emissione dichiarati sul Prospetto Informativo inerente lofferta di scambio alle pagg. 15 e 16.

07/11/2005 - Provincia di Buenos Aires propone OPS

Oggi ha preso il via l’offerta pubblica di scambio sui bond della Provincia di Buenos Aires, andati in default alla fine del 2001. L’operazione, che si concluderà il 16 dicembre, avrà caratteristiche molto simili a quella che ha portato al concambio delle obbligazioni della Repubblica Argentina. In particolare, sarà possibile sottoscrivere tre tipi di nuove obbligazioni.
Ci saranno delle obbligazioni Par denominate in euro e in dollari con scadenza a maggio del 2035 che garantiranno un interesse variabile compreso tra il 2 e il 4% e saranno offerte contro il 100% dell’ammontare del valore nominale delle obbligazioni esistenti. Una seconda opzione è offerta delle obbligazioni Par denominate in euro e in dollari con scadenza a maggio del 2020 che garantiranno un interesse variabile compreso tra l’1 e il 4% e saranno offerte contro il 100% dell’ammontare del valore nominale delle obbligazioni esistenti. Tuttavia, in questo caso l’emissione avrà un ammontare limitato a 750 milioni di dollari. Un’ultima opzione è rappresentata delle obbligazioni Discount denominate in euro e in dollari con scadenza ad aprile del 2017 che garantiranno un interesse variabile compreso tra il 9,25% (bond in dollari) e l’8,5% (bond in euro) e saranno offerte contro una frazione (variabile dal 39% al 42% a seconda dei diversi bond) dell’ammontare del valore nominale delle obbligazioni esistenti. Anche in questo caso l’emissione avrà un ammontare limitato a 750 milioni di dollari. (tratto da Soldionline)

10/10/05 Complesso arbitrato internazionale promosso dalla Task Force Argentina

Il Sole 24 Ore di ieri scrive che entro la fine di ottobre partir? larbitrato internazione promosso dalla Task Force Argentina, lassociazione promossa dalle banche per tutelare i possessori dei bond Argentina. Entro novembre, lassociazione dovrebbe cominciare a raccogliere attraverso il sistema bancario i mandati per appellarsi allIcsid (International centre for the settlement of investment disputes) e il ricorso verr? depositato entro la fine dellanno. La procedura per? ? ricca di incertezze in quanto comporta tempi di almeno 2-3 anni e coinvolge un organo della Banca Mondiale che non ? stato creato per accogliere azioni collettive. Inoltre, bisogner? chiarire se ladesione alliniziativa non impedir? al risparmiatore di fare causa alla banca che ha collocato i bond Argentina. (tratto da Soldionline.it)

07/10/05 Tribunale di Roma: causa vinta su Bond Argentina

La Repubblica scrive che la filiale di Campi Bisenzio del Credito Cooperativo Fiorentino, ? stata condannata dal Tribunale di Roma a risarcire il capitale (pi? gli interessi di oltre l8%) una risparmiatrice che aveva investito 110 mila euro in Tango Bond. La causa ? stata vinta ancora una volta dallavvocato Angelo Castelli di Formia, che solo in Toscana ha in corso un centinaio di cause. Secondo larticolo, la BCC avrebbe avuto in portafoglio i titoli che ha poi venduto alla cliente ed inoltre, listituto non avrebbe informato la donna sullinadeguatezza delloperazione, alla luce del suo profilo di rischio. Lavvocato non rivela come ha convinto un giudice romano a dichiararsi competente su un contratto stipulato in Toscana. ? importante notare anche come che i verdetti del Tribunale di Roma facciano giurisprudenza. (tratto da Soldionline.it)

01/08/05 Ristrutturazione bond Buenos Aires

I principali quotidiani finanziari scrivono che le autorit? della provincia di Buenos Aires hanno presentato a Milano e a Roma loperazione di scambio sui titoli andati in default a inizio 2002. In Italia sarebbero rimasti coinvolti 16mila risparmiatori per un ammontare complessivo di 600 milioni di dollari. Tuttavia, le autorit? non hanno fornito dettagli sulle caratteristiche delloperazione. Si parla di un taglio del capitale pari al 65% del valore nominale dei titoli, e dellemissione di nuovi bond a scadenza media e lunga, sul modello della ristrutturazione del debito della Repubblica Argentina. Il lancio di questa operazione non dovrebbe avvenire prima della primavera del 2006. Intanto, potrebbe esserci qualche novit? per i risparmiatori che non hanno aderito allofferta di scambio promossa dallArgentina. Il Fondo Monetario Internazionale ha precisato che non sarebbe necessario riaprire lofferta per coloro che non hanno aderito. Non ? esclusa lipotesi di un concordato con i vecchi creditori. (tratto da Soldionline.it)

16/08/05 Ulteriore indebitamento in vista per lArgentina

Il Sole 24 Ore e altri quotidiani scrivono che il governo argentino starebbe studiando lipotesi di lanciare un nuovo bond denominato in dollari, per un ammontare di 2 miliardi. Il prestito obbligazionario servirebbe per ripagare il debito estero. Secondo quanto riportato sul quotidiano argentino El Clarin il governo avrebbe gi? consultato le principali banche dinvestimento. (tratto da Soldionline.it)

15/06/2005 BPM condannata a risarcire risparmiatore per 50mila euro

Diversi quotidiani riportano che la Banca Popolare di Milano ? stata condannata a restituire a un cliente oltre 50mila euro, comprensivi del capitale, interessi e spese, investiti in obbligazioni argentine. I giudici hanno constatato la violazione degli articoli 21, 27, 28 e 29 del Testo unico della Finanza ovvero, listituto avrebbe venduto i Tango Bond, acquistati nellaprile del 2000, senza informare il cliente sui rischi che stava correndo e senza dichiarare di trattare titoli in suo possesso. (Spunto tratto da Soldionline) 10/06/2005 TAR del Lazio respinge la richiesta del blocco dellOPS I principali quotidiani riportano la notizia che il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di alcune associazioni dei consumatori, che chiedevano il blocco dellops sui bond argentini andati in default. In pratica, si tratta delloperazione lanciata dal paese sudamericano nei mesi scorsi. Il tribunale non ha potuto convalidare il ricorso, in quanto, nel frattempo, loperazione si ? conclusa. A questo punto si affievoliscono le speranze per gli obbligazionisti che non hanno partecipato alloperazione di scambio. I vertici della Task Force Argentina, tuttavia, hanno anticipato che potrebbero impugnare laccordo bilaterale di investimento firmato tra lItalia e lArgentina, evidenziando una disparit? di trattamento tra gli investitori italiani e quelli sudamericani. Secondo gli addetti ai lavori, per avviare una procedura di questo tipo alla TFA occorrerebbe una sorta di procura dagli obbligazionisti, che per?, potrebbe impedire a questi la possibilit? di intentare azioni legali contro gli istituti di credito finanziatori della TFA. (tratto da Soldionline)

22/07/05 Seconda offerta di scambio per bond Argentina?

Secondo quanto riportato da il Sole 24 Ore, sarebbe lontana lipotesi che lArgentina possa lanciare una seconda offerta di scambio per i detentori dei tango-bond andati in default nel 2001, che non hanno partecipato alla prima operazione. Anche nel caso in cui partisse una seconda offerta, i tempi sarebbero lunghi. Presumibilmente il via libera non sarebbe dato prima di ottobre, dopo che si saranno tenute le elezioni nel paese sudamericano. Inoltre, la Task Force Argentina ? sempre intenzionata a dare battaglia e vuole promuovere unazione legale contro le autorit? della Repubblica Argentina. Lo stesso quotidiano ricorda i problemi che hanno incontrato i risparmiatori che hanno accettato lofferta di scambio sui bond andati in default. I ritardi con cui sono stati accreditati i titoli sono dovuti alla complessit? delloperazione e ad alcune problematiche di natura fiscale. Ma il quotidiano finanziario evidenzia che ci sono problemi anche nella possibilit? di vendere i nuovi titoli. Le banche puntano il dito contro il sistema di software che dovrebbe gestire la negoziazione di questi titoli. La software house ha risposto che gli istituti di credito non sono stati abbastanza veloci nel dotarsi dei nuovi sistemi. Intanto, potrebbero esserci novit? sui bond della Provincia di Buenos Aires. Le autorit? della provincia starebbero studiando la possibilit? di lanciare unofferta di scambio simile a quella appena conclusa della Repubblica Argentina. Il taglio sul valore nominale dei titoli dovrebbe essere intorno al 65%.(tratto da Soldionline.it)

15/06/2005 BPM condannata a risarcire risparmiatore per 50mila euro

Diversi quotidiani riportano che la Banca Popolare di Milano ? stata condannata a restituire a un cliente oltre 50mila euro, comprensivi del capitale, interessi e spese, investiti in obbligazioni argentine. I giudici hanno constatato la violazione degli articoli 21, 27, 28 e 29 del Testo unico della Finanza ovvero, listituto avrebbe venduto i Tango Bond, acquistati nellaprile del 2000, senza informare il cliente sui rischi che stava correndo e senza dichiarare di trattare titoli in suo possesso. (Spunto tratto da Soldionline) 10/06/2005 TAR del Lazio respinge la richiesta del blocco dellOPS I principali quotidiani riportano la notizia che il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di alcune associazioni dei consumatori, che chiedevano il blocco dellops sui bond argentini andati in default. In pratica, si tratta delloperazione lanciata dal paese sudamericano nei mesi scorsi. Il tribunale non ha potuto convalidare il ricorso, in quanto, nel frattempo, loperazione si ? conclusa. A questo punto si affievoliscono le speranze per gli obbligazionisti che non hanno partecipato alloperazione di scambio. I vertici della Task Force Argentina, tuttavia, hanno anticipato che potrebbero impugnare laccordo bilaterale di investimento firmato tra lItalia e lArgentina, evidenziando una disparit? di trattamento tra gli investitori italiani e quelli sudamericani. Secondo gli addetti ai lavori, per avviare una procedura di questo tipo alla TFA occorrerebbe una sorta di procura dagli obbligazionisti, che per?, potrebbe impedire a questi la possibilit? di intentare azioni legali contro gli istituti di credito finanziatori della TFA. (tratto da Soldionline)

08/06/2005 Spionaggio sulla trattativa sui bond argentini

Il Giorno ed altri quotidiani scrivono che, su una segnalazione dellAdusbef, i magistrati romani e la Procura di Milano avrebbero aperto un fascicolo sullipotesi di spionaggio degli 007 argentini nella trattativa sui bond. Pi? in particolare, le rivelazioni di un giornalista argentino farebbero supporre che lo spionaggio argentino avrebbe controllato i rappresentanti di alcune associazioni di consumatori italiane. Nellintervista al presidente dellAdusbef Elio Lannutti, viene riportato che se ci? venisse accertato non aiuterebbe comunque i risparmiatori italiani. Lunico consiglio che viene dalle parole di Lannutti ? quello di fare causa alla propria banca. (tratto da Soldionline)

03/06/2005 - Avviato lo scambio tra vecchi e nuovi bond

Il Sole 24 Ore ed altri quotidiani riportano che lArgentina ha dato ufficialmente il via ieri allo scambio tra i vecchi e i nuovi Tango bond, aventi data retrodatata al 21 dicembre 2003. Loperazione dovrebbe concludersi entro 7 giorni, per un controvalore complessivo pari a 35,25 miliardi di dollari. Buenos Aires pagher? anche 680 milioni di dollari di interessi maturati dal 31 dicembre 2003, mentre sanno persi gli interessi maturati dal 31 dicembre 2001 al 31 dicembre 2003. Buenos Aires ha comunicato che le par, quasi par e discount verranno inizialmente quotate sul listino della borsa Argentina. I titoli par verranno pagati in contanti mentre per i discount ci? avverr? solo per il 48% del controvalore mentre il 52% degli interessi maturati su queste obbligazioni sar? capitalizzato. (Tratto da: Soldionline)

02/06/2005 - Rating da default a molto speculativo per Argentina

I principali quotidiani finanziari scrivono che lagenzia S&P ha alzato a B- il rating sul debito della Repubblica Argentina. Il rating si colloca ancora nella fascia dei bond speculativi ma ? pi? alto rispetto al precedente rating SD (selective default). In attesa che la Repubblica Argentina comunichi la nuova data dellavvio del concambio dei nuovi bond, i rappresentanti del governo italiano hanno precisato che gli italiani che non hanno aderito allo swap delle obbligazioni del paese sudamericano sono stati pi? di 250mila, per un controvalore di circa 6 miliardi di euro. (Fonte: Soldionline)

30/05/2005 - Magistratura: nessuna azione legale possibile contro la Repubblica Argentina

Brutte notizie per i detentori di vecchie obbligazioni argentine. I principali quotidiani finanziari scrivono che la Corte di Cassazione ha rigettato la possibilit? che la magistratura italiana possa costringere la Repubblica Argentina a rimborsare gli investitori rimasti truffati con i tango-bond. Dunque lalternativa sembra ancora una volta vertere in direzione della rivalsa individuale del risparmiatore nei confronti dellintermediario delle operazioni di investimento qualora fosse accertata la violazione delle normative sullintermediazione finanziaria.

20/05/2005 - Governo mira a limitare gli scambi dei vecchi bond

Il SMF tiene accesi i riflettori sui bond argentini. La Banca centrale del paese sudamericano “ha disposto che le entità finanziarie in possesso di bond in default che avrebbero potuto aderire al recente concambio, ma non lo hanno fatto, debbano procedere allazzeramento del valore degli stessi titoli”. Secondo quanto scritto sul quotidiano, il governo argentino vuole limitare la possibilità che i vecchi bond andati in default possano essere ancora scambiati sul mercato. (fonte: Soldionline)

19/05/2005 Emessi nuovi bond per 35 miliardi di dollari

I principali quotidiani finanziari scrivono che la Repubblica Argentina, dopo lo scongelamento dei bond andati in default, ha completato il concambio con i nuovi titoli offerti ai risparmiatori allinizio del 2005. Saranno emessi nuovi bond per un controvalore di oltre 35 miliardi di dollari, a cui si aggiungono i titoli legati allandamento del Pil. (Fonte: Soldinoline)

29/03/05 Argentina: bloccati in USA fondi per pagare i rimborsi

Il Sole 24 Ore scrive che il Fondo Monetario Internazionale “non chiederà all’Argentina di riaprire l’Offerta pubblica di scambio”, per consentire a chi non ha aderito all’operazione di poter concambiare i bond andati in default. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro degli Esteri argentino, Rafael Bielsa. I principali quotidiani finanziari, invece, scrivono che un giudice statunitense ha bloccato 7 miliardi di dollari che il Governo argentino custodiva presso la Bank of New York, soldi che l’Argentina aveva accantonato per rimborsare i risparmiatori che hanno aderito all’Ops. Se la magistratura statunitense dovesse confermare la misura cautelare, l’Argentina avrebbe grandi difficoltà a pagare i primi rimborsi ai risparmiatori, previsti a partire dal primo aprile. (tratto da Soldionline)

17/02/2005 - Bankitalia indaga sui Tango bond

Sui dati diffusi dal presidente della Commissione
Attività produttive nessun commento da via Nazionale.
(da www.ilsole24ore.com)

A distanza di quattro anni dallinsolvenza dei bond argentini, avvenuta a fine 2001, Banca dItalia ha comunicato al Governo soltanto ieri « di aver avviato un approfondito esame in ordine ai titoli obbligazionari nel portafoglio delle banche italiane negli ultimi anni » , che una volta concluso potrà essere trasmesso e discusso dal Parlamento.

A pronunciare queste parole, rispondendo a uninterrogazione del presidente della Commissione Attività produttive della Camera, Bruno Tabacci, è stato il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Paolo Giovanardi. Dunque, manca ancora oggi lesatta ricostruzione di un fenomeno che ha colpito 450mila risparmiatori italiani.

La polemica scaturisce da alcuni dati, diffusi da Tabacci nellinterrogazione di ieri, da cui emergerebbe che in un quinquennio le banche italiane avrebbero alleggerito i loro portafogli dei tango bond, passando dai 460 milioni di euro del 1999, ai 419 del 2000, ai 173 del 2001 ( anno del default), ai 135 del 2002, ai 60 del 2003. Il dubbio era che questi dati, senzaltro molto parziali, fossero riferiti al valore di mercato delle obbligazioni e non a quello nominale. Nel primo caso saremmo di fronte a una normale perdita di valore, mentre nel secondo vi sarebbe la conferma che le banche avrebbero scaricato i bond sul mercato al dettaglio a mano a mano che la situazione interna Argentina andava deteriorandosi.
Giovanardi ha tuttavia ammesso che Bankitalia, interpellata sui dati di Tabacci, « non li ha confermati » , aggiungendo che essi « non figurano nelle elaborazioni statistiche » di via Nazionale.

Laspetto interessante di questa vicenda è che dati simili circolano presso studi legali impegnati nelle azioni risarcitorie intentate dai risparmiatori contro le banche.
Anna Campilii, avvocato del foro di Parma, che difende piccoli obbligazionisti in possesso di bond finiti in default, ha per esempio presentato di recente un esposto alla Procura di Milano, basato su dati identici, nel quale contesta ad alcune primarie banche internazionali e italiane i reati di truffa, aggiotaggio e insider trading. Se fosse dimostrata la sua tesi secondo cui le banche avrebbero venduto i bond argentini al retail sapendo benissimo come andavano le cose a Buenos Aires, conoscendo il rischio Paese e il dissesto imminente, potrebbe configurarsi, a suo giudizio, il reato di insider. « Io ho cercato di verificare i miei dati — dice la Campilii — attraverso un conoscente di Banca dItalia. Ma la sua risposta è stata deludente.
Mi ha scritto testualmente che i dati che minteressavano sono stati in qualche caso addirittura segretati dal direttorio di Banca dItalia, aggiungendo come lazione delle banche e di Bankitalia non sia stata del tutto trasparente » .

A proposito del comportamento delle banche, il parlamentare Ds Giorgio Benvenuto, in missione nella capitale argentina, sembra abbia rinvenuto « documentazione molto interessante — secondo quanto riferiva laltro ieri lAdn Kronos — da cui risulta che tutti i collocamenti erano destinati a investitori istituzionali. Alcune banche italiane, ciononostante, avrebbero collocato questi bond senza avvertire i piccoli risparmiatori del vero rischio che correvano » .
Benvenuto, che ha avuto incontri al massimo livello politico, ha detto inoltre che dei bond argentini si sono interessati direttamente capi di Stato e di Governo, tra cui lex premier spagnolo Aznar e il presidente francese Chirac, con viaggi a Buenos Aires, mentre lItalia, a parte linteressamento dellex ministro dellEconomia Giulio Tremonti, avvenuto due anni fa, ha stranamente brillato per la sua assenza. Non resta che attendere lindagine di Banca dItalia.
Ieri è emerso che all 11 febbraio aveva aderito allOps dello Stato argentino il 46,3% dei possessori di bond argentini nel mondo, per un ammontare di 37,866 miliardi di dollari Usa.

08/02/2005 - Ristrutturazione: possibile proroga ai termini delladesione

Secondo quanto riportato dai principali quotidiani, il governo argentino mediterebbe di prorogare la data di scadenza dell’ops fissata al 25 febbraio. Le sottoscrizioni terminate il 4 febbraio per la prima tranche di titoli avrebbero coinvolto solo il 29-32% dei titoli in oggetto, quota per lo più scambiata di investitori istituzionali argentini. A Buenos Aires intanto sta per approdare alla Camera la legge che vieta espressamente al governo di modificare l’offerta, obbligandolo inoltre a cancellare dal mercato i vecchi titoli. Il Comitato dei creditori argentini che raccoglie anche 1000 obbligazionisti italiani si è schierato contro il provvedimento. Ha, infatti, presentato un’istanza alla Consob per richiedendo la sospensione immediata dell’offerta Argentina motivando che la proposta di legge avanzata da Buenos Aires per blindare l’attuale offerta viola le norme regolamentari espressamente stabilite dalla stessa Consob. (tratto da Soldinoline)

14/01/2005 Ristrutturazione bond Argentina: migliorare lofferta potrebbe significare tra pochi anni ancora default

Ha preso il via oggi, per concludersi il 25 febbraio, l’offerta pubblica di scambio promossa dalla Repubblica Argentina sui titoli di stato andati in default nel 2001. Il Corriere della Sera riporta le dichiarazioni del ministro del tesoro, Domenico Siniscalco alla commissione finanze della Camera. Il politico boccia l’offerta e i metodi di negoziazione adottati dal governo argentino.
Il Sole 24 Ore, invece, riprende le dichiarazioni di Guilermo Nielsen, sottosegretario alle Finanze argentino, che ha confermato l’offerta proposta dal governo, ritenendola la migliore possibile. Secondo Nielsen, se anche l’offerta venisse migliorata, tra pochi anni l’Argentina si troverebbe nuovamente a ristrutturare il debito.
(tratto da Soldionline)

12/01/2005 - Argentina: Ministro Lavagna, << Ristrutturazione Eccezionale>>

(ANSA) - BUENOS AIRES, 12 GEN - Il ministro delleconomia Roberto Lavagna ha sostenuto oggi che quella che sta affrontando lArgentina "é una ristrutturazione eccezionale" del suo debito privato in default, "per la grandezza della cifra in gioco, per lassenza di appoggio finanziario internazionale, e per la grande quantità di titoli, legislazioni e monete implicati".
Intervenendo al termine di una presentazione tecnica della proposta argentina di concambio realizzata dal sottosegretario alle finanze Gustavo Nielsen, Lavagna ha detto che "avevamo due modi per giungere alla ristrutturazione del nostro debito".
"La prima - ha sostenuto - era ignorando le nostre reali capacità di pagamento e raggiungendo un accordo rapido con i creditori". "Per me - ha aggiunto - questa era una falsa ristrutturazione e in tempi brevi ci saremmo trovati di nuovo con i problemi di sempre".
"La seconda che abbiamo scelto invece - ha proseguito - si basava sul principio di assumere gli errori commessi dal paese e dai creditori. Tali errori - ha insistito - sono oggi pagati dalla stessa popolazione argentina e anche dai piccoli risparmiatori di tutto il mondo".(ANSA).

30/12/2004 - Nicola Stock sconsiglia di aderire al piano di rimborso Argentina

Finanza e Mercati e il Sole 24 Ore riportano la notizia di una prossima emissione di due bond argentini denominati in yen. Il Corriere della Sera, invece, riprende le dichiarazioni di Nicola Stock, il presidente della task force sui bond argentini, che conferma il consiglio di non aderire al piano di rimborso dei titoli presentato dal governo argentino. Intanto la Sec, l’autorità di vigilanza del mercato azionario statunitense, ha dato il via libera all’offerta di scambio che partirà il 17 gennaio. In Italia si attende ancora l’ok dalla Consob.
(spunto tratto da Soldionline)

21/12/2004 - Avara lofferta della ristrutturazione e troppo ampio lallungamento

Tutti i principali quotidiani riprendono le dichiarazioni di Nicola Stock. Il presidente della Task Force Argentina e co-presidente del comitato globale degli obbligazionisti è sceso sul piede di guerra e invita i risparmiatori a non aderire alle ultime offerte del Governo Argentino, visto che "Buenos Aires può pagare di più".
Le ragioni di Stock sono molteplici. Innanzitutto, lofferta sarebbe avara e lallungamento troppo ampio. LArgentina vorrebbe portarlo a 35 anni (Stock indica al massimo un orizzonte temporale di 15) e per i primi 25 anni andrebbero nelle tasche dei risparmiatori solo interessi e dividendi. In totale questi ultimi riceverebbero solo il 25% del valore nominale dei titoli attualmente possesso. Una percentuale troppo bassa, secondo Stock, per una nazione che ha riserve valutarie per 19 miliardi di dollari, un aumento delle entrate del 28% e una crescita delleconomia dell8% allanno.
Intanto, conclude il giornalista, le associazioni consumatori chiedono che una parte dei rimborsi sia versata dalle banche italiane che hanno negoziato le obbligazioni argentine al dettaglio.
(spunto tratto da Soldionline)

20/12/2004 - Ristrutturazione Argentina: il Prof. Beppe Scienza disillude gli obbligazionisti

MF riporta la notizia dell’arrivo di 50 milioni di liquidità per Finmek, l’azienda di elettronica in amministrazione controllata dallo scorso maggio. Tuttavia si attende lapprovazione della Commissione Europea alla garanzia del Ministero dellEconomia italiano sulla linea di credito concessa alla società da un consorzio di banche.
Rispetto ai debiti del Gruppo, che allultimo bilancio depositato al Registro Imprese attinente lesercizio 2002 ammontavano già a quasi 800 milioni di euro, tale cifra non rappresenterebbe però un finanziamento risolutivo: presumibilmente potrebbe coprire solamente le necessità a breve legate alla produttività delle aziende.

15/12/2004 - Offerta ristrutturazione obbligazioni Argentina: prendere o lasciare

Finanza e Mercati evidenzia che il presidente dell’Argentina, Nestor Kirchner, è intenzionato a non modificare l’offerta fatta per il rimborso dei bond del paese sudamericano.
(spunto tratto da Soldionline)

 
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