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Informazioni per la prevenzione degli abusi di mercato


Comunicazione n. DME/6027054 del 28-3-2006

Informazione al pubblico su eventi e circostanze rilevanti e
adempimenti per la prevenzione degli abusi di mercato - Raccomandazioni e chiarimenti

*I. Premessa*

1. In relazione alla materia dell’informazione al pubblico su eventi
rilevanti la Consob, nel corso degli anni, ha formulato, su
sollecitazione degli operatori, numerose comunicazioni contenenti
chiarimenti sull'applicazione delle disposizioni di legge e di
regolamento e ha adottato diverse raccomandazioni volte a garantire la
trasparenza e la correttezza dei comportamenti dei soggetti vigilati.
Con la comunicazione n. 3019271 del 26 marzo 2003, al fine di agevolare
la consultazione dell'insieme degli orientamenti espressi fino a tale
data, è stato fornito un quadro coordinato degli interventi operati
dalla Consob, facendo riserva di aggiornarne periodicamente il contenuto.

2. In data 29 novembre 2005 la Consob ha approvato le modifiche al
Regolamento Emittenti (di seguito RE) di attuazione del Testo unico
della finanza (di seguito TUF) come modificato e integrato dalla legge
n. 62 del 18 aprile 2005 di recepimento della normativa europea in
materia di abusi di mercato. Le predette modifiche riguardano, tra
l’altro, le materie delle informazioni su eventi e circostanze rilevanti
e la correttezza e trasparenza delle ricerche e delle valutazioni del
merito di credito. In relazione a tali modifiche, tenuto anche conto
delle osservazioni pervenute nel corso dei lavori preparatori delle
citate modifiche regolamentari, si ritiene opportuno fornire indicazioni
ed interpretazioni sul corretto adempimento di taluni obblighi da parte
dei soggetti interessati.

3. La presente comunicazione, che sostituisce la comunicazione n.
3019271 del 26 marzo 2003, raccoglie e coordina in un unico documento le
interpretazioni concernenti le nuove norme introdotte con il recepimento
della direttiva sugli abusi di mercato e le precedenti indicazioni
contenute nella citata preesistente comunicazione, rivisitate alla luce
degli aggiornamenti apportati al TUF e al RE.

*II - Eventi e circostanze rilevanti (art. 66* RE*)*

a) Criteri di valutazione della rilevanza del/ complesso di circostanze
o dell’evento

4. L'art. 114, comma 1, del TUF - rinviando all’art. 181 del TUF che
indica in astratto i caratteri che qualificano un complesso di
circostanze o un evento come rilevante perché /price sensitive/ - affida
ai soggetti interessati l’individuazione in concreto di tali fattispecie.

5. Al riguardo si rileva che la direttiva comunitaria sugli abusi di
mercato e, conseguentemente, la nuova formulazione del TUF utilizzano la
medesima definizione di "informazione privilegiata" per indicare le
informazioni sulla base delle quali, da un lato, può consumarsi il reato
di /insider trading/ e, dall’altro, si manifesta l’esigenza di informare
il pubblico. Tuttavia, le due nozioni di informazione privilegiata -
nonostante l’identità di contenuto - non sono pienamente coincidenti in
termini di funzione perseguita nelle diverse fattispecie relative alla
identificazione dell’abuso e all’adempimento di obblighi informativi. La
/disclosure/ imposta agli emittenti dall’art. 114 del TUF si limita,
infatti, alle informazioni privilegiate "che riguardano direttamente
detti emittenti", vale a dire che sono a essi giuridicamente riferibili,
in quanto relative a circostanze o eventi per i quali si sia concluso il
relativo /iter/ accertativo o decisionale secondo le regole di
/governance/ di natura legale o organizzativa interna applicabili agli
emittenti stessi, ovvero informazioni privilegiate che, riguardando
direttamente gli emittenti stessi, sono ad essi comunicate da parte di
terzi. Una simile restrizione non è prevista invece per la nozione
rilevante ai fini della disciplina /insider/. L’art. 66 del RE,
riproducendo testualmente quanto disposto dalla direttiva comunitaria di
livello 2 (Direttiva 2003/124/CE), chiarisce inoltre che gli obblighi di
/disclosure/ si considerano ottemperati "quando, al verificarsi di un
complesso di circostanze o di un evento, sebbene non ancora
formalizzati, il pubblico sia stato informato senza indugio". Tale
previsione considera condizione necessaria e sufficiente ai fini
dell’imposizione dell’obbligo di /disclosure/ il concreto "verificarsi"
degli eventi e circostanze, ancorché in assenza di formalizzazione; essa
pertanto differisce dal disposto dell’art. 181 del TUF che definisce
un’informazione di carattere preciso se si riferisce a un complesso di
circostanze o eventi verificatisi o che si possa ragionevolmente
prevedere che si verificheranno. Stante questa premessa l’aggiunta della
dizione "non ancora formalizzati", ha l’obbiettivo di chiarire che sono
incluse nell’area oggetto della previsione anche gli eventi o i
complessi di circostanze, comunque già nella sostanza verificatisi, in
relazione ai quali tuttavia manchi la definitiva ufficializzazione. A
titolo di mero esempio, può integrare una fattispecie non ancora
formalizzata da comunicare, un’operazione di acquisizione o cessione,
compiutamente definita nei contenuti, senza riserva di trattative
ulteriori, benché sottoposta alla condizione sospensiva della ratifica
da parte dell’ organo societario competente dell’emittente quotato.

6. La decisione di procedere alla pubblicazione delle informazioni
privilegiate comporta la verifica dell'idoneità delle notizie ad
influenzare sensibilmente il prezzo degli strumenti finanziari. Al
riguardo, si *raccomanda* agli emittenti quotati e ai soggetti che li
controllano di compiere tali valutazioni secondo criteri idonei a
garantire la massima trasparenza. In particolare, si ritiene che quando
sussistano ragionevoli dubbi circa l'effettiva idoneità delle citate
informazioni ad influenzare sensibilmente l'andamento delle quotazioni,
gli emittenti ed i soggetti che li controllano debbano in presenza degli
altri elementi caratterizzanti l’informazione da comunicare provvedere
senza indugio ad informare il pubblico con le modalità previste
dall'art. 66 del RE, assicurando in ogni caso che l’informazione sia
sufficientemente completa da consentire di valutare adeguatamente
l’effettiva influenza della notizia sul prezzo degli strumenti finanziari.

7. In relazione al disposto dell'art. 114, comma 2, del TUF si
*raccomanda* inoltre agli emittenti quotati di prevedere analoghi
criteri di trasparenza nell'elaborazione delle disposizioni indirizzate
alle società controllate, e alle società controllate di attenersi agli
stessi criteri nell'adempimento delle istruzioni ricevute.

b) Ritardo della comunicazione

8. L’art. 114, comma 3, del TUF consente ai soggetti obbligati di
ritardare, sotto la propria responsabilità, la comunicazione al pubblico
delle informazioni privilegiate, nelle ipotesi e alle condizioni
stabilite dalla Consob con regolamento, sempre che ciò non possa indurre
in errore il pubblico su fatti e circostanze essenziali e che gli stessi
soggetti siano in grado di garantirne la riservatezza. L’art. 66-/bis/,
comma 1, del RE stabilisce che i citati soggetti possono ritardare la
comunicazione al pubblico delle informazioni privilegiate quando ciò si
renda necessario al fine di non pregiudicare i propri legittimi
interessi. Il comma 2 dello stesso articolo indica un criterio guida
volto a delineare l’ambito delle circostanze potenzialmente causa di
pregiudizio dei legittimi interessi e due ipotesi non esaustive in cui
tale facoltà è ammessa.

9. Al riguardo, si ritiene comunque che l’esercizio di tale facoltà, al
di fuori dei casi esemplificativi indicati nell’ art. 66-/bis/, comma 2,
del RE, dovrà essere oggetto di attenta valutazione da parte
dell’emittente al fine di limitarne l’impiego ai casi in cui siano
dimostrabili i presupposti.

10. L’art. 66-bis, comma 4, del RE prevede la comunicazione alla Consob,
da parte dei soggetti interessati, della volontà di avvalersi della
facoltà di ritardare l’informazione nonché di tutte le circostanze
connesse. Al riguardo si sottolineache la citata comunicazione dovrà
essere limitata ai casi in cui si verifichi un effettivo ritardo.
Tenendo conto di quanto sopra rilevato in merito alle circostanze da
considerare per l’individuazione delle informazioni da pubblicare, il
ritardo potrà maturare soltanto a partire dal momento in cui si sia
verificato un complesso di circostanze o un evento rilevanti ai sensi
dell’art. 114, comma 1, del TUF e dell’art. 66, comma 1, del RE. Prima
di questo momento non sussistendo un obbligo di comunicazione non trova
applicazione neppure la disciplina del ritardo.

11. Si evidenzia, comunque, che in relazione ai fatti aziendali esiste
una delicata fase preparatoria di durata non ben definita, in cui è
necessario che l’informazione, in relazione alla quale non sussiste
ancora l’obbligo di comunicazione al pubblico, sia oggetto di un regime
classificato di confidenzialità all’interno dell’organizzazione
d’impresa. Il mancato rispetto di tale regime comporta l’obbligo di
pubblicazione (immediata o senza indugio, secondo quanto previsto
dall’art. 114, comma 4, TUF) non già per il venir meno delle condizioni
del ritardo, ma in via autonoma, trattandosi comunque di ripristinare
una situazione di parità informativa nel mercato.

12. In relazione al contenuto della comunicazione alla Consob della
volontà di avvalersi della facoltà di ritardare la pubblicazione
dell’informazione privilegiata, si rileva che le circostanze connesse da
segnalare sono da riferire in modo stretto alle informazioni oggetto del
ritardo e, in particolare, alle motivazioni e ad ogni altra circostanza
che l’emittente ritenga debba essere comunicata alla Consob ai fini di
una compiuta valutazione della condotta segnalata.

13. Sul punto si chiarisce che il ritardo può trovare applicazione anche
con riferimento agli eventi e alle circostanze delle controllate degli
emittenti quotati.

c) Informazioni al pubblico a seguito della presentazione della
richiesta di ammissione alle negoziazioni/

14. L’art. 114, comma 12, del TUF prevede che le disposizioni del
medesimo articolo si applicano anche ai soggetti italiani ed esteri che
emettono strumenti finanziari per i quali sia stata presentata una
richiesta di ammissione alle negoziazioni nei mercati regolamentati
italiani. Tale norma comporta la necessità di individuare le
informazioni privilegiate che devono essere comunicate al pubblico.

15. L’aspetto preminente è costituito dalla valutazione della
significatività delle notizie in relazione al loro effetto potenziale
sui prezzi, tenuto conto che non si dispone di una serie di quotazioni
ufficiali, determinate su mercati regolamentati, che possano fornire un
contributo nell’ambito di tale analisi. Nella fase precedente
l’ammissione alle negoziazioni, si ritiene che l’individuazione della
tipologia delle informazioni da comunicare debba essere effettuata da
parte dell’emittente sulla base di una valutazione autonoma ed ex-ante
del potenziale effetto sui prezzi, tenendo conto, tra l’altro, anche di
indiretti indicatori di prezzo che possano concorrere a tale astratta
misurazione. A questo fine adeguati elementi da prendere in
considerazione possono essere le modalità di determinazione del prezzo,
indicate nel prospetto pubblicato per l’offerta, l’andamento dei prezzi
rilevati nell’ambito degli eventuali scambi effettuati al di fuori di
mercati regolamentati, anche nella forma del c.d. /grey market/, sugli
strumenti finanziari in questione nonché altri equivalenti parametri che
consentano di realizzare una adeguata misurazione del citato effetto sui
prezzi. Qualora l’analisi effettuata dall’emittente, prendendo in
considerazione anche tali parametri, porti all’individuazione di
potenziali sensibili effetti sui prezzi, l’informazione in questione
deve essere comunicata al pubblico.

16. In aggiunta a quanto sopra osservato, si ritiene che siano comunque
rilevanti in tale ambito e, pertanto, sono da rendere noti al mercato
con le modalità previste dall’art. 66 del RE, almeno:

    * l’invio della domanda di ammissione alle negoziazioni alla società
      di gestione del mercato;
    * le situazioni contabili o altri fatti di rilievo messi comunque a
      disposizione del pubblico attraverso modalità diverse da quelle
      previste dal RE;
    * i fatti che, sulla base di quanto previsto dall’art. 11 del RE,
      formano oggetto di apposito supplemento al prospetto informativo
      già pubblicato.

17. Resta fermo che dall’invio della domanda di ammissione alle
negoziazioni alla società di gestione dei mercati si applicano i divieti
di abuso di mercato previsti dalla parte V del TUF./d) Decisioni di
soggetti controllanti/

18. Per quanto concerne l'obbligo di comunicazione di cui all'art. 114,
comma 1, del TUF da parte di soggetti controllanti (quotati e non) di
operazioni dagli stessi decise e relative a società controllate quotate,
si ribadisce che l'evento /price sensitive/ non è costituito da ogni
determinazione della società capogruppo genericamente attinente alla
controllata, ma soltanto da quelle decisioni attinenti eventi o
complessi di circostanze direttamente idonee, alla luce delle
circostanze concrete, ad influenzare il prezzo dei titoli quotati della
controllata.

19. Pertanto, le decisioni dei soggetti controllanti riguardanti le
controllate, consistenti in mere manifestazioni d'intenti o in generici
progetti di strategie operative, non integrano in astratto notizie
/price sensitive/ perché, secondo una valutazione probabilistica, il
verificarsi dell'evento rilevante assume carattere aleatorio. Ciò non
esclude tuttavia che in taluni casi una manifestazione d'intenti o un
progetto strategico della capogruppo possa, in base alle circostanze
concrete, risultare, con ragionevole certezza, significativo ai fini
dell’influenza sul prezzo dei titoli quotati della controllata: in
questo caso, anche tale decisione deve essere comunicata al pubblico.
Resta inteso che, nel rispetto del requisito della precisione
dell’informazione privilegiata, anche in questo caso è richiesto, ai
fini della diffusione al pubblico, che l’evento, sebbene non ancora
ufficialmente formalizzato, si sia verificato.

e) Obblighi di comunicazione al pubblico della controllante e della
controllata

20. In forza delle previsioni dell'art. 114 del TUF, gli emittenti
quotati ed i soggetti che li controllano, al verificarsi di un complesso
di circostanze o eventi idonei ad influenzare le quotazioni riguardanti
la sfera di attività degli stessi emittenti quotati e quella delle loro
controllate, devono provvedere ad informare il pubblico. Al fine di
adempiere a tali obblighi, le società controllate devono trasmettere
tempestivamente agli emittenti quotati tutte le notizie necessarie
secondo le disposizioni da queste impartite.

21. Al riguardo, si precisa che, se le circostanze o eventi rilevanti
sono portati a conoscenza del mercato dall'emittente quotato, la società
che controlla quest'ultimo non è tenuta ad alcun obbligo di informazione
del pubblico.

22. E' fatto salvo il caso in cui le circostanze o gli eventi,
concretizzatisi nella sfera dell'emittente quotato controllato da
un'altra società quotata, possano produrre su quest'ultima effetti non
sufficientemente chiariti nel comunicato emesso dall'emittente
controllato. In tale caso la società controllante quotata dovrà rendere
noti al pubblico tali effetti al fine di fornire agli investitori una
compiuta informazione in ordine alle stesse circostanze. In tali
fattispecie le due società possono effettuare anche una comunicazione
congiunta.

23. Si fa, da ultimo, presente che la società controllata è obbligata a
comunicare i fatti /price sensitive/ alla propria controllante quotata,
al fine della successiva informazione del mercato, soltanto nel caso in
cui non abbia essa stessa strumenti finanziari quotati.

f) Notizie rilevanti diffuse a mercato aperto/

24. L'art. 66, comma 4, del RE prescrive a carico degli emittenti
strumenti finanziari quotati e dei soggetti che li controllano l'obbligo
di trasmettere alla Consob ed alla società di gestione del mercato,
quindici minuti prima della sua diffusione al pubblico, il comunicato
contenente notizie /price sensitive/ nel caso in cui si debba procedere
alla sua diffusione durante lo svolgimento delle contrattazioni.

25. Fermo restando quanto sopra e allo scopo di consentire alla Consob
ed alla società di gestione del mercato di valutare con maggiore
ponderazione l'impatto che la notizia, una volta diffusa, potrebbe avere
sul regolare andamento delle contrattazioni, si *raccomanda* agli
emittenti ed ai soggetti capigruppo di comunicare alla Consob ed alla
società di gestione, anche per le vie brevi e con congruo anticipo,
l'intenzione di sottoporre all’organo societario competente decisioni
particolarmente rilevanti che potrebbero essere diffuse a mercato aperto.

g) Preannuncio al mercato di notizie riguardanti accordi non definiti

26. Poiché la diffusione di notizie frammentarie riguardanti sia
emittenti quotati sia operazioni di sollecitazione in corso può alterare
il regolare funzionamento del mercato, il preannuncio al mercato di
future notizie riguardanti accordi vari, che non siano ancora
sufficientemente definiti, risulta utile solo se necessario per
garantire la parità informativa e, in ogni caso, deve essere ispirato a
principi di chiarezza e precisione nel rispetto delle norme poste a
presidio della trasparenza e correttezza.

27. In particolare, con riferimento alle società calcistiche, data la
notevole attenzione da parte degli organi di informazione, si
*raccomanda* a tali società di usare la massima prudenza nel rilasciare
dichiarazioni in relazione alle trattative di calcio-mercato al fine di
non creare asimmetrie nella diffusione delle notizie. Ciò in quanto solo
al momento della definizione delle operazioni di compravendita dei
calciatori l'emittente sarà in grado di diffondere al pubblico, ai sensi
della normativa vigente, un comunicato idoneo a consentire una compiuta
valutazione degli elementi essenziali della fattispecie, quali il prezzo
di acquisto o vendita e i compensi stabiliti per i calciatori acquistati
ove idonei ad incidere significativamente sulle variabili finanziarie e
patrimoniali riportate nei documenti di informazione contabile e
periodica (cfr., in proposito, Raccomandazione n. DEM/2080535 del
9/12/2002).

h) Commento ai rumour

28. In presenza di notizie di pubblico dominio, non diffuse con le
modalità previste dall’art. 66 del RE, concernenti la situazione
patrimoniale, economica o finanziaria nonché operazioni di finanza
straordinaria degli emittenti e, ove rilevante, delle società da essi
controllate ovvero l'andamento dei loro affari, l'art. 66, comma 8, del
RE impone l'obbligo di informare il pubblico circa la veridicità di tali
notizie (c.d. /rumor/), quando il prezzo di mercato degli strumenti
finanziari vari in misura rilevante rispetto all’ultimo prezzo del
giorno precedente.

29. Al riguardo si precisa che tale obbligo, a differenza di quello
concernente la comunicazione degli eventi oggetto di /disclosure/ ai
sensi dell’art. 114, comma 1, del TUF, non sorge in base all'idoneità
/ex ante/ della notizia ad influenzare sensibilmente il prezzo dei
titoli, bensì a seguito di un'alterazione del prezzo da valutarsi /ex
post/.

30. Per quanto riguarda le condizioni in presenza delle quali detta
variazione dei prezzi è rilevante, si evidenzia che non sussiste uno
scostamento rilevante nell'ipotesi in cui le variazioni del prezzo dei
titoli quotati risultino in linea con l'andamento del mercato o del
settore di appartenenza, ancorché esse comportino un sensibile
scostamento dall’ultimo prezzo del giorno precedente.

31. Si rappresenta, infine, che la conferma, nell’apertura del citato
comma 8, di quanto disposto dell’art. 114, comma 4 del TUF, è volta a
ribadire che l’obbligo di comunicazione al pubblico in caso di fuga di
notizie in merito a informazioni rilevanti sussiste anche in assenza di
/rumour/ e/o andamento irregolare dei relativi titoli quotati; ciò per
il solo fatto che sia venuta meno la confidenzialità di tali
informazioni. Un esempio di fuga di notizia può essere rappresentato dal
caso in cui l’emittente abbia evidenza che l’informazione rilevante sia
conosciuta da soggetti non sottoposti a vincoli di riservatezza.

i) Operazioni propedeutiche alla fusione

32. La Consob ha rilevato che, in numerose ipotesi, società quotate
realizzano una semplificazione della struttura del gruppo di
appartenenza mediante operazioni di fusione volte all'incorporazione di
società controllate. Tali operazioni sono spesso precedute da offerte
pubbliche di acquisto volontarie o, comunque, da acquisti significativi
sul mercato che costituiscono il primo momento di un progetto più
articolato di cui la fusione costituisce l'atto finale.

33. Dalla disciplina riguardante le offerte pubbliche di acquisto
risulta chiaramente che, qualora l'offerta sia propedeutica ad una
fusione, la società offerente è tenuta a indicare nelle comunicazioni
alla Consob e al mercato nonché nel documento di offerta l'intenzione di
procedere, successivamente all'opa, ad un'operazione di fusione con
altre società; in tal modo viene offerta agli azionisti che intendono
aderire all'opa la possibilità di effettuare valutazioni più complete in
merito alla opportunità dell'adesione.

34. Ai fini di una corretta applicazione delle suddette disposizioni, si
ritiene che, qualora ad un'opa su azioni di una determinata società
segua, nei dodici mesi successivi alla chiusura dell'offerta, una
fusione deliberata dall’organo competente della stessa società, debba
presumersi che le due operazioni costituiscano diverse fasi di un
medesimo disegno unitario, salvo che l'offerente provi che al tempo
dell'offerta la fusione non rientrava nei programmi relativi all'emittente.

35. Pertanto, in mancanza della suddetta prova contraria, dovranno
ritenersi non rispettati l'art. 37, comma 2, del RE e l'Allegato 2A,
lettera g, punti g2 e g3, dello stesso regolamento relativo allo schema
di documento di offerta qualora la fusione non sia stata preannunciata
nella comunicazione alla Consob e nel documento pubblicato.

36. L'interpretazione fornita è anche coerente con il disposto dell'art.
107 del TUF, il cui comma 3, lettera /b)/, stabilisce che "l'offerente è
tenuto a promuovere l'offerta pubblica di acquisto prevista dall'art.
106 se, nei dodici mesi successivi alla chiusura dell'offerta
preventiva, l'assemblea della società emittente abbia deliberato
operazioni di fusione o di scissione".

37. Tale norma impone, dunque, l'obbligo di lanciare un'opa totalitaria
a quei soggetti che, avendo acquistato una partecipazione rilevante in
virtù di un'opa preventiva relativa ad almeno il 60% delle azioni
ordinarie, abbiano usufruito dell'esonero di cui al comma 1 dello stesso
art. 107.

38. Dalla richiamata disposizione si evince che la legge presume
l'esistenza di un disegno unitario in tutti i casi in cui ad un'offerta
pubblica di acquisto volontaria faccia seguito, in tempi relativamente
brevi, un'operazione di fusione e conseguentemente predispone gli
strumenti idonei ad evitare che dalle suddette operazioni possa derivare
un pregiudizio ai risparmiatori.

39. Le medesime esigenze informative sussistono anche nelle ipotesi in
cui la deliberazione di fusione non sia preceduta da un'opa, ma da
acquisti significativi compiuti sul mercato dal controllante o
dall'emittente stesso al fine di facilitare la successiva realizzazione
dell'operazione.

40. In tali ipotesi, un'interpretazione delle disposizioni concernenti
l'informazione del pubblico ispirata a principi di correttezza e buona
fede impone alle società emittenti strumenti finanziari quotati e ai
loro capigruppo di informare il mercato su operazioni rilevanti (ad
esempio l’operazione di fusione) che, pur non essendo state ancora
recepite in una deliberazione formale, siano parte di un integrato
complesso di eventi già deciso (operazione di fusione e acquisti dei
titoli sul mercato da realizzare precedentemente alla fusione) e per
effetto della realizzazione di parte di tali eventi (gli acquisti di
titoli sul mercato) siano da considerare sufficientemente definite e
tali , pertanto, da risultare idonee ad influenzare sensibilmente il
prezzo degli strumenti finanziari negoziati nei mercati regolamentati.

41. Conseguentemente, si ritiene che le società quotate e i soggetti
controllanti che, anche per semplificare la struttura del gruppo,
effettuino rilevanti acquisti sul mercato o altre operazioni
propedeutiche ad una successiva fusione con una società appartenente al
medesimo gruppo siano tenuti, ai sensi dell'art. 114 del TUF e dell'art.
66 del RE, fin dal compimento del primo acquisto preordinato alla
successiva fusione, a fornire al mercato un'informativa completa
sull'intero progetto che intendono realizzare.

42. In particolare, si presumeranno preordinati alla successiva fusione
gli acquisti compiuti, nei dodici mesi precedenti la delibera di fusione
stessa, da soggetti che già detengano il controllo, di diritto o di
fatto, della società le cui azioni sono oggetto dell'acquisto.

43. Da ultimo, si *raccomanda* agli organi societari competenti degli
emittenti con strumenti finanziari negoziati nei mercati regolamentati o
dei soggetti che le controllano di deliberare contestualmente, ove
possibile, tutte le operazioni che costituiscono fasi diverse di un più
ampio disegno unitario.

44. In ogni caso, tenuto conto dell'importanza che il mercato sia
destinatario di un'informazione completa ed atteso il menzionato rilievo
che assumono le operazioni di fusione a seguito di opa, si *raccomanda*
agli stessi organi societari competenti, in occasione delle
deliberazioni inerenti alla realizzazione di un'opa volontaria
totalitaria, di specificare la sussistenza o l'insussistenza
dell'intenzione di procedere ad una successiva fusione.

l) Situazioni contabili/ (*) nota1

45. L'art. 66, comma 7, lettera a)  del RE considera presuntivamente
rilevanti ai fini dell'informazione del pubblico le situazioni contabili
destinate ad essere riportate nel bilancio di esercizio, nel bilancio
consolidato, nella relazione semestrale, nonché le informazioni e le
situazioni contabili destinate ad essere riportate nelle relazioni
trimestrali, quando tali situazioni vengano comunicate a soggetti
esterni ovvero non appena abbiano acquistato un sufficiente grado di
certezza.

46. La norma in esame di attuazione dell’art. 114, comma 5, del TUF è
volta a ridurre il rischio di fenomeni di abuso di informazioni
privilegiate per quel periodo, a volte assai lungo, che intercorre tra
l'elaborazione di situazioni contabili nella sostanza sufficientemente
definite ed il formale esame, da parte degli organi societari
competenti, dei documenti contabili (bilanci, relazioni semestrale e
trimestrale) in cui le stesse sono destinate a confluire. E' noto
infatti che l'organizzazione dell'impresa consente di mettere a punto,
in tempi molto ristretti, situazioni contabili sufficientemente
definite, mentre, ad esempio in materia di bilancio, circostanze varie
possono indurre a spostare in avanti la data della sua approvazione. In
tale situazione si rende quindi necessaria la collaborazione delle
società emittenti che dovranno correttamente interpretare le esigenze
informative del mercato. In particolare, poiché non è in facoltà della
Consob individuare il preciso momento nel quale sorge l'obbligo
giuridico di diffondere informazioni al pubblico, sarà cura degli organi
societari competenti determinare, in base all'esperienza e ad una
interpretazione in buona fede, quando le situazioni "abbiano acquistato
un sufficiente grado di certezza" con riferimento alle esigenze sopra
richiamate.

47. Si precisa, infine, che l'informazione al pubblico deve riguardare
non solo ogni situazione contabile, ma anche ogni eventuale informazione
significativa ad essa relativa, esaminata dall’organo societario
competente e che dovrà confluire come tale nel bilancio, nella relazione
semestrale e nella trimestrale.

48. Con riferimento all'obbligo di informare il pubblico sulle
situazioni contabili, quando tali situazioni vengono comunicate a
soggetti esterni, si rileva inoltre che, tra i casi in cui tale
adempimento non è necessario in quanto i predetti soggetti sono tenuti
ad un obbligo di riservatezza e la comunicazione è effettuata in
applicazione di obblighi normativi, sono da in includere, a mero titolo
esemplificativo e non esaustivo, la comunicazione delle situazioni e dei
dati contabili, prima che abbiano acquisito "un sufficiente grado di
certezza", alla società capogruppo in adempimento degli obblighi
previsti dall'art. 114, comma 2, del TUF e la comunicazione delle stesse
informazioni alle società di revisione per lo svolgimento del loro
incarico. E’ da ritenere altresì che non sussista l’obbligo di
comunicazione nel caso in cui i soggetti esterni all’emittente in
possesso delle informazioni sulle situazioni contabili siano
identificabili in consulenti che partecipano alla redazione delle
medesime situazioni.

49. In merito alle informazioni destinate ai consiglieri senza delega,
si precisa che, poiché questi ultimi non possono essere considerati
soggetti esterni rispetto alla società nel cui consiglio di
amministrazione ricoprono la carica e costituiscono parte integrante
dell'organo a cui è attribuita la gestione sociale, la trasmissione ai
consiglieri senza deleghe di rapporti (mensili e trimestrali) e di ogni
altra informazione attinente alla gestione della società costituisce
comportamento funzionale alle esigenze di informazione e all'esercizio
dei doveri di vigilanza e di intervento in presenza di eventuali
specifici atti pregiudizievoli, che incombono sull'intero consiglio. Ne
risulta, quindi, che è possibile comunicare rapporti gestionali ai
consiglieri non delegati senza effettuare la preventiva messa a
disposizione del pubblico ai sensi dell'art. 66, comma 7, del RE.

50. Si ribadisce comunque che nei casi sopra segnalati ai soggetti
destinatari delle informazioni non è consentito di abusare del loro
privilegio informativo, pena l'applicazione delle sanzioni previste dal
TUF.

m) Rapporti con terzi soggetti a obblighi di riservatezza.

51. L’art. 114, comma 4, del TUF prevede che qualora gli emittenti o i
soggetti controllanti, o una persona che agisca in loro nome o per loro
conto, comunichino nel normale esercizio del lavoro, della professione,
della funzione o dell'ufficio le informazioni privilegiate ad un terzo
che non sia soggetto ad un obbligo di riservatezza legale,
regolamentare, statutario o contrattuale, gli stessi emittenti o
controllanti ne danno integrale comunicazione al pubblico,
simultaneamente nel caso di divulgazione intenzionale e senza indugio in
caso di divulgazione non intenzionale.

52. Da tale previsione si può dedurre che, a condizione dell’esistenza
di un obbligo di riservatezza, di un rapporto giustificativo e di misure
organizzative idonee a segregare l’informazione privilegiata, onde
evitarne un’impropria circolazione interna ed esterna, è possibile
informare in modo selettivo soggetti terzi. Al fine della compiuta
interpretazione di tale disposizione e a titolo non esaustivo, tra tali
soggetti terzi possono essere inclusi:

a) i consulenti dell’emittente o dei controllanti e gli altri soggetti
coinvolti nell’esame delle materie oggetto di consulenza;

b) i soggetti con i quali l’emittente ha in corso negoziazioni su
operazioni commerciali o finanziarie;

c) le autorità pubbliche di vigilanza di settore;

d) le banche nell’ambito dell’attività di concessione degli affidamenti;

e) le agenzie di rating;

f) le società di gestione dei mercati ove sono quotati gli strumenti
finanziari

53. Per quanto concerne in particolare lo scambio di informazioni che si
verifica nell'ambito dello svolgimento degli incarichi di consulenza si
precisa che, poiché l'art. 66, comma 7, del RE non si applica alla
generalità delle informazioni societarie, bensì soltanto a quelle
attinenti alle situazioni contabili, destinate ad essere riportate nel
bilancio di esercizio, nel bilancio consolidato e nelle relazioni
semestrale e trimestrali, è legittima la comunicazione, "nel normale
esercizio del lavoro", senza obbligo di informare preventivamente il
pubblico, di informazioni privilegiate, diverse da quelle relative alle
citate situazioni contabili, a società e professionisti nello stretto
ambito dei rapporti inerenti agli incarichi di consulenza loro
conferiti, salvo quanto previsto, in relazione ai doveri di integrale
comunicazione, nei casi di insussistenza degli obblighi di riservatezza
previsti dal citato art. 114, comma 4, del TUF .

54. In relazione inoltre alle agenzie di /rating,/ si rileva che la
possibilità per le predette agenzie di utilizzare informazioni
dell’emittente non pubbliche, incluse le informazioni privilegiate,
nell’ambito della loro attività di valutazione del merito di credito, è
stata evidenziata in vari documenti elaborati da organizzazioni
internazionali quali la IOSCO o il /Committee of European Securities
Regulators/ (CESR).

55. Al riguardo, con l’obiettivo di favorire una corretta interazione
tra agenzie di /rating/ ed emittenti, volta a garantire la trasparenza
sul mercato, appare opportuno richiamare in particolare quanto previsto
dal /Code of Conduct Fundamentals for Credit Rating Agencies/ elaborato
dalla IOSCO e dal /Technical Advice/ del CESR in materia di agenzie di
/rating/. Il documento IOSCO prevede che, ove fattibile ed appropriato,
l’agenzia di /rating/ deve, prima di emettere o rivedere un giudizio di
/rating/, informare l’emittente delle informazioni critiche e delle
principali considerazioni su cui quel /rating/ sarà fondato; qualora in
particolari circostanze l’agenzia di /rating/ non abbia informato
l’emittente preventivamente, essa dovrà farlo nel più breve tempo
possibile dopo l’emissione del /rating/, generalmente spiegando le
ragioni del ritardo. Inoltre, il CESR ha tra l’altro indicato che: i) è
importante sia per l’emittente sia per il mercato comprendere gli
elementi chiave su cui un /rating/ si fonda al fine di valutare
pienamente il significato e la rilevanza del /rating/ stesso; ii)
l’informazione che l’agenzia di /rating/ deve fornire preventivamente
all’emittente deve essere specifica e dettagliata in relazione ai fatti
sottostanti al giudizio di /rating/. In tal modo l’emittente potrà
tenere conto di quanto evidenziato dall’agenzia di /rating/ ai fini di
ogni opportuna valutazione in merito alla pubblicazione delle
informazioni privilegiate, di cui ha l’esclusiva responsabilità.

56. Resta fermo che sia i consulenti sia le agenzie di rating non
possono abusare del loro privilegio informativo.

n) Ulteriori obblighi informativi

A. Incontri con analisti finanziari

57. Gli emittenti strumenti finanziari quotati sono soliti diffondere,
specie in occasione di incontri con analisti finanziari, dati e notizie
relativi a fatti che, pur non essendo idonei ad influenzare
"sensibilmente" il prezzo degli strumenti finanziari (e, per tale
motivo, non rientrando nel campo di applicazione dell'art. 114, commi 1
e 2, del TUF), sono comunque idonei, quando resi pubblici, a produrre
effetti sull'andamento delle contrattazioni sul mercato.

58. A tutela della parità informativa tra i diversi operatori e fermi
restando gli obblighi legislativi e regolamentari vigenti, si
*raccomanda* alle società emittenti ed ai soggetti controllanti che
organizzino o partecipino ad incontri con analisti finanziari o
operatori del mercato:

a) di comunicare anticipatamente alla Consob ed alla società di gestione
del mercato data, luogo e principali argomenti dell'incontro e
trasmettere alle stesse la documentazione messa a disposizione dei
partecipanti all'incontro al più tardi contestualmente allo svolgimento
degli incontri stessi;

b) di aprire la partecipazione all'incontro anche ad esponenti della
stampa economica, ovvero, ove ciò non sia possibile, di pubblicare, con
le modalità previste dall’art. 66 del RE, un comunicato stampa che
illustri i principali argomenti trattati;

c) di predisporre accorgimenti idonei a far sì che anche le proprie
società controllate rispettino i principi sopra indicati.

59. Resta fermo che, ove nel corso dei suddetti incontri siano diffusi
dati previsionali, obiettivi quantitativi e dati contabili di periodo,
le società emittenti dovranno diffondere, relativamente a tali dati, un
comunicato ai sensi dell'art. 66 del RE.

B. Operazioni di compravendita di azioni di risparmio non convertibili

60. - In relazione al significativo incremento di operazioni di
carattere straordinario (fusioni, conversioni, offerte pubbliche di
acquisto) concernenti le azioni di risparmio non convertibili emesse da
società quotate, a cui consegue il /delisting/ degli stessi strumenti
finanziari, particolare interesse riveste la completa e tempestiva
informazione del pubblico sulla quota delle azioni di risparmio non
convertibili detenuta dai soggetti facenti parte del medesimo gruppo di
appartenenza dell'emittente.

61. A tale proposito si ritiene quindi opportuno prevedere per le
operazioni di compravendita aventi ad oggetto i titoli della specie,
effettuate dai soggetti appartenenti al gruppo dell'emittente, ulteriori
adempimenti relativi all'informazione degli investitori, in aggiunta a
quelli previsti per lo stesso emittente dagli articoli 87 e 101 del RE,
in modo da fornire al pubblico una situazione di sintesi delle
operazioni effettuate. In particolare, fermi gli obblighi previsti dalla
disciplina in materia di informazione su fatti rilevanti, si
*raccomanda* ai soggetti capigruppo (inclusi gli stessi emittenti
quotati nel caso in cui non sia individuabile un soggetto di controllo)
di comunicare al pubblico, con le modalità ed i tempi previsti dall'art.
66 del citato Regolamento, l'avvenuta esecuzione di operazioni di
compravendita concernenti le azioni di risparmio non convertibili,
effettuate da soggetti appartenenti al gruppo, allorché per effetto
delle operazioni in questione lo stesso gruppo venga a detenere
complessivamente una partecipazione alla frazione del capitale sociale
rappresentato da azioni di risparmio non convertibili, di ammontare
superiore alle percentuali del 2, 5, 7.5, 10 e successivi multipli di 5,
ovvero il gruppo stesso riduca la partecipazione detenuta al di sotto
delle predette soglie.

*III - Dati previsionali, obiettivi quantitativi e dati contabili di
periodo (art. 68 RE)*

/a) In generale/

62. Nelle informazioni che le società emittenti diffondono al pubblico,
i dati previsionali e gli obiettivi quantitativi hanno un'influenza
rilevante sulla formazione delle aspettative degli investitori e di
conseguenza sull'andamento delle quotazioni degli strumenti finanziari
emessi dalle stesse società.

63. Il RE ha, pertanto, stabilito cautele atte ad evitare il prodursi
delle asimmetrie informative circa l'andamento atteso della gestione
delle società. In particolare, l'art. 68 del citato Regolamento
stabilisce che gli emittenti strumenti finanziari sono tenuti, qualora
volontariamente diffondano al pubblico dati previsionali ed obiettivi
quantitativi concernenti l'andamento della gestione, ad effettuare la
relativa comunicazione secondo le modalità stabilite dall'art. 66 dello
stesso Regolamento, in modo da garantire la più compiuta diffusione
presso la generalità del pubblico. Lo stesso articolo contempla,
inoltre, la possibilità che le previsioni e gli obiettivi si manifestino
con il tempo irrealistici o non raggiungibili e che si evidenzino
scostamenti, di segno positivo o negativo, tra i dati previsionali
pubblicati e i risultati derivanti dalla redazione di situazioni
contabili ovvero da nuove previsioni relative ai medesimi periodi. In
tal caso qualora i dati previsionali abbiano formato oggetto di
volontaria comunicazione al mercato, il pubblico deve essere informato
del verificarsi di tali scostamenti ai sensi del citato art. 68.

64. Si rileva inoltre che, spesso, intermediari finanziari, investitori
professionali e centri di analisi, elaborano stime relative
all'andamento della gestione delle società quotate. Il giudizio
complessivo che risulta dall'insieme delle opinioni espresse dagli
analisti, indicato anche come consensus estimate, è normalmente
sintetizzato e messo a disposizione del pubblico, in vario modo, da
parte degli organi di informazione. Anche la verifica e il commento del
citato /consensus/ di mercato da parte degli emittenti, nel caso in cui
si discosti dalle previsioni da questi formulate in merito all'andamento
della propria gestione, assume quindi rilevanza al fine di garantire la
formazione di corrette aspettative da parte degli investitori.

65. Gli annunci al pubblico formulati da parte degli emittenti, aventi
ad oggetto commenti e precisazioni sui citati scostamenti, vengono nella
prassi di mercato indicati come /profit warning/ e /earning surprise/

66. Ciò premesso, in relazione al corretto adempimento degli obblighi
previsti dal citato art. 68, si ritiene utile fornire le seguenti
precisazioni:

a) il rispetto dei principi di correttezza nell'elaborazione dei
comunicati emessi ai sensi della disciplina vigente, impone agli
emittenti di specificare in modo chiaro, al momento della pubblicazione
dei dati prospettici, se si tratta di vere e proprie previsioni ovvero
di obiettivi strategici stabiliti nell'ambito della programmazione
aziendale;

b) per dati previsionali e obiettivi quantitativi "diffusi", in
relazione ai quali occorre verificare gli scostamenti rispetto
all'andamento effettivo della gestione, si intendono i dati resi
pubblici sia attraverso le modalità indicate dall'art. 66 del RE sia in
adempimento di altre previsioni contenute nel TUF e relativi regolamenti
di attuazione, come ad esempio i prospetti concernenti la sollecitazione
all'investimento e/o di quotazione;

c) l'accertamento degli scostamenti dai dati previsionali deve essere
effettuato con riferimento non soltanto ai risultati che si evidenziano
al momento della formale approvazione delle situazioni contabili
periodiche (trimestrali, semestrale, bilancio), ma anche avendo riguardo
a successive previsioni formulate dagli stessi emittenti che aggiornano
le precedenti stime, riferite ai medesimi periodi; in ogni caso il
comunicato per il pubblico deve indicare le ragioni dei citati scostamenti.

d) può integrare la fattispecie prevista dall’art. 68 del RE anche la
diffusione al pubblico di informazioni che avallano le stime
sull’evoluzione aziendale formulate da analisti terzi.

67. Con specifico riferimento all'opportunità di emissione di /profit
warning o earning surprise sul consensus estimate, si raccomanda
inoltre, di:

a) monitorare il consensus di mercato, anche attraverso la valutazione
delle analisi finanziarie pubblicate;

b) esaminare eventuali scostamenti significativi fra risultati attesi
dal mercato e risultati attesi dalla società, individuarne le ragioni e
conseguentemente, fermi gli eventuali obblighi di comunicazione al
pubblico derivanti dall'art. 114, comma 1, del TUF, invitare gli
analisti a riconsiderare le proprie aspettative attraverso la diffusione
di avvisi elaborati sulla base delle previsioni interne aggiornate.

68. Al riguardo appare opportuno precisare che l’art. 68 del RE richiede
la pubblicazione delle informazioni previsionali, se diffuse a terzi, a
prescindere da qualsiasi valutazione circa l’idoneità delle stesse
informazioni a influire sensibilmente sui prezzi dei relativi strumenti
finanziari. Resta in ogni caso fermo, pertanto, l’obbligo di pubblicare
senza indugio, con le modalità indicate nell’art. 66 del RE, gli
elementi su cui si fondano le informazioni previsionali nel caso in cui
tali elementi integrino fattispecie rilevanti ai sensi dell’art. 114,
comma 1, del TUF.

b)Diffusione effettuata da una società controllata non quotata

69. L'obbligo di cui all'art. 68 del RE sussiste anche nel caso in cui
la diffusione a terzi dei dati previsionali non è effettuata
dall'emittente titoli quotati ma da una sua controllata e sia idonea,
per la rilevanza assunta all'interno del gruppo che fa capo alla società
quotata, ad influenzare la valorizzazione di quest'ultima società.

c) ncontri con Organizzazioni Sindacali

70. In relazione alla prassi diffusa presso gli emittenti strumenti
finanziari quotati di prendere in esame, in occasione di incontri con i
rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali dati relativi alle
prospettive aziendali, si ritiene utile chiarire, ai fini di una
corretta applicazione della normativa in materia, che qualora le
delegazioni delle predette organizzazioni non abbiano assunto alcun
vincolo di riservatezza, gli emittenti sono tenuti ad osservare il
citato art. 68 del RE, mettendo a disposizione del pubblico ogni dato
previsionale ed obiettivo quantitativo concernente l'andamento della
gestione nonché ogni dato contabile di periodo eventualmente comunicato
ai citati rappresentanti.

71. Nel caso in cui i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali
abbiano assunto vincoli di riservatezza, si *raccomanda*, comunque, agli
emittenti:

a) di diffondere al pubblico con le modalità previste dall'art. 66 del
RE le informazioni relative ai predetti argomenti se è ragionevole
ritenere che le stesse notizie possano avere una rilevante influenza
sulle quotazioni degli strumenti finanziari quotati;

b) di informare il pubblico, in presenza di indiscrezioni pubblicate
dagli organi di stampa, circa la veridicità delle notizie relative agli
argomenti trattati con i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali
anche in assenza di rilevanti variazioni del prezzo di mercato degli
strumenti finanziari.

72. Resta fermo quanto oggetto di chiarimento nel precedente punto I.10
in relazione all’applicazione dell’art. 114, comma 1, del TUF.

IV - Ricerche e valutazioni riguardanti strumenti finanziari quotati o
loro emittenti*

 

a) Raccomandazioni (articoli da 69 a 69-septies e 69-novies del RE)

73. La sezione II del capo II del titolo II del RE, di attuazione
dell’art. 114, comma 9, del TUF, disciplina, riproducendo le
disposizioni previste dalla direttiva comunitaria 2003/125/CE, la
corretta presentazione e la trasparenza dei conflitti di interessi nella
produzione e nella diffusione di raccomandazioni di investimento nonché
le modalità di pubblicazione delle ricerche prodotte dagli emittenti e
dai soggetti abilitati.

74. In relazione all’ambito di applicazione di tali disposizioni si
evidenzia che le previsioni generali contenute nell’art. 114, comma 8,
riguardano tutti i soggetti, sia italiani sia esteri, che producono o
diffondono ricerche o valutazioni riguardanti strumenti finanziari
indicati nell'articolo 180, comma 1, lett. a), del TUF. Tale
disposizione richiama gli strumenti finanziari, indicati nell'articolo
1, comma 2, del TUF, ammessi alla negoziazione o per i quali è stata
presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato
regolamentato italiano o di altro Paese dell'Unione europea. Al riguardo
appare opportuno rilevare che, in ossequio all’art. 10 della direttiva
di livello 1, nella sostanza gli stati membri hanno competenza in
relazione a: i) ogni ricerca prodotta o diffusa nel proprio territorio
concernente strumenti finanziari o emittenti ammessi a quotazione in uno
degli stati membri, ii) ogni ricerca prodotta o diffusa in un altro
stato membro concernente strumenti finanziari o emittenti ammessi a
quotazione nel proprio territorio.

75. Ai sensi delle disposizioni regolamentari taluni più penetranti
obblighi relativi alla correttezza e alla comunicazione al pubblico di
conflitti di interesse si applicano, tra l’altro, alle ricerche prodotte
o diffuse da "soggetti abilitati" nonché da soggetti in rapporto di
controllo con essi. Al riguardo si rileva che la definizione di soggetti
abilitati (cfr. art. 1, comma 1, lett. r), del TUF) comprende le SIM e
le imprese di investimento comunitarie ed extra-comunitarie autorizzate
a svolgere servizi di investimento, le SGR e le società di gestione
armonizzate e le banche autorizzate all’esercizio dei servizi di
investimento.

76. Gli obblighi di pubblicazione delle raccomandazioni previsti dal
comma 9, lett. b), dell’art. 114 del TUF e dell’art. 69-/novies/ del RE
si applicano soltanto nel caso in cui le stesse raccomandazioni siano
prodotte o diffuse da soggetti abilitati o da emittenti quotati. In
considerazione del fatto che tali adempimenti non sono previsti in
attuazione della normativa comunitaria, costituisce condizione
necessaria per la applicabilità della disciplina in questione la
circostanza che le raccomandazioni siano destinate al pubblico in Italia.

77. Come indicato nell’art. 65 del RE, rientrano nella definizione di
"raccomandazione" le ricerche o altre informazioni, destinate ai canali
di divulgazione o al pubblico, intese a raccomandare o a proporre una
strategia di investimento in merito ad uno o a più strumenti finanziari
ivi compresi pareri sul valore o sul prezzo presenti o futuri di tali
strumenti. Tale indicazione, riprodotta testualmente dalla direttiva
comunitaria di livello due, persegue l’obiettivo di includere
nell’ambito di applicazione della disciplina in esame, l’universo delle
attività di ricerca e analisi idonee nella sostanza a fondare decisioni
di investimento dei soggetti a cui sono destinate. In considerazione
delle numerose ed eterogenee forme con cui si manifestano nella prassi
fattispecie che possono ricadere nella definizione di raccomandazione e
sulla base delle ripetute richieste di chiarimento formulate da parte
dei soggetti interessati, si ritiene opportuno, comunque, fornire
indicazioni in merito a talune tipologie di documenti la cui inclusione
nel citato universo appare dubbia. Resta ferma, tuttavia, la
responsabilità dei soggetti che producono o diffondono tali elaborati in
ordine alla valutazione della loro rilevanza ai fini dell’applicazione
della disciplina in esame.

78. Al riguardo si osserva, in particolare, che:

a) sono da considerare raccomandazioni gli elaborati relativi ad uno o
più emittenti strumenti finanziari di sintetico contenuto e veloce
aggiornamento, quali le /morning note/, i /daily/ fax e le /flash/
/notes/ o altri documenti di analogo contenuto, qualora tali documenti
siano idonei a fondare decisioni di investimento; tale idoneità si
realizza quando essi contengono esplicite o implicite raccomandazioni al
pubblico, per effetto dell’analiticità dei contenuti ovvero della
presenza di elementi nuovi rispetto a precedenti giudizi e alle
prevalenti aspettative del mercato;

b) non sono invece assoggettabili alla disciplina in oggetto quei
documenti che riportano in modo oggettivo, acriticamente e senza alcuna
analisi, mere informazioni già diffuse al pubblico dagli emittenti
quotati ai sensi della normativa vigente, nonché dati, anche di natura
previsionale, concernenti soltanto aggregati di carattere macroeconomico;

c) i documenti utilizzati nell’ambito di attività "commerciali", quali
le c.d. /sales literature/ o altri documenti di contenuto analogo, //
anche nella forma di informazioni verbali o brevi messaggi, relative
all’usuale attività dell’analista finanziario, ovvero le c.d. /trading
ideas/, rivolti ai gestori delle filiali, che possono costituire il
supporto per attività di consulenza connesso al rapporto di negoziazione
richiesto dal cliente, sono da ritenere escluse dall’area delle
raccomandazioni nel caso in cui sono caratterizzate da un taglio
personalizzato e da improbabilità di pubblicazione; al riguardo vale
citare l’art. 65 comma 4, del RE, secondo il quale non si considerano
raccomandazioni "i consigli di investimento per mezzo di raccomandazioni
personalizzate, le quali è improbabile vengano rese pubbliche, fornite
dai soggetti abilitati ai clienti in merito ad una o a più operazioni
aventi ad oggetto strumenti finanziari"; sul punto si rileva che il
terzo considerando della direttiva comunitaria n. 2003/125/CE include
tra i predetti consigli quelli "/informali in materia di investimenti a
breve termine provenienti dagli uffici vendite o commerciali dei
predetti soggetti abilitati/";

d) non sono da considerare raccomandazioni, ricadenti nell’ambito della
disciplina in esame, gli elaborati, non destinati al pubblico,
utilizzati in occasione di presentazioni di nuove emissioni di strumenti
finanziari ai potenziali partecipanti a consorzi di collocamento e
garanzia per offerte istituzionali o pubbliche, con la finalità della
costituzione di detti consorzi;

e) gli studi di settore possono rilevare ai fini della disciplina in
esame se in relazione ad essi si possono trarre immediate e non
equivoche valutazioni sulle società quotate /leader/ nel settore oggetto
di esame;

f) come è possibile dedurre implicitamente dall’art. 69-/septies/ del RE
sono da considerare raccomandazioni le ricerche o altre informazioni,
come definite nell’art. 65, comma 2, del RE, divulgate nella forma non
scritta; al riguardo si rileva che possono, tra l’altro, essere incluse
in tale aerea le interviste rilasciate ai "media" (televisioni, radio,
ecc.); per tali raccomandazioni l’art. 69-/septies/, comma 2, prevede
che i soggetti pertinenti adempiono alle disposizioni relative alla
corretta presentazione tenendo conto delle specifiche esigenze di
sintesi, immediatezza e comprensione da parte del pubblico connesse con
tale modalità di diffusione; appare evidente che anche le misure idonee
a dimostrare, su richiesta della Consob, il carattere ragionevole di
ogni raccomandazione, previste dal comma 3 dello stesso articolo,
debbano essere predisposte tenendo conto della particolare tipologia di
raccomandazione; in particolare, si ritiene che il soggetto pertinente
dovrà, tra l’altro, mantenere evidenza della raccomandazione scritta
dalla quale la raccomandazione non scritta è stata eventualmente tratta
ovvero adeguati mezzi di riproduzione di quest’ultima.

79. Si fa presente che le raccomandazioni oggetto delle norme in esame
sono quelle destinate al pubblico o ai canali di divulgazione. Appare
ragionevole ritenere che la destinazione al pubblico di un documento
ricorra quando ne è possibile un’agevole, pronta e indistinta
acquisizione da parte degli investitori, come accade nei casi di
distribuzione nel corso di conferenze e incontri aperti o di libera
pubblicazione su un sito internet. Maggiore attenzione è necessaria con
riguardo alle raccomandazioni destinate ai "canali di divulgazione" che
in base all’art. 65, comma 3, del RE sono i canali attraverso i quali le
informazioni vengono, o è probabile che vengano, rese pubbliche perché
ad esse ha accesso un "/gran numero di persone/". Possono essere
considerati canali di divulgazione le trasmissioni via posta, telefax o
/e-mail/ a gruppi di investitori ovvero la pubblicazione in un’area
riservata di un sito internet. Al fine di ritenere sussistente la
condizione della destinazione delle informazioni a un "gran numero di
persone" criteri prudenziali portano a ritenere applicabile la
disciplina in esame nei casi in cui le raccomandazioni siano diffuse
tramite i predetti canali. Tale condizione può essere esclusa qualora,
sulla base di elementi obiettivi e documentabili sia dimostrabile che la
divulgazione è destinata a un insieme di persone quantificabile come non
di grande numero, in funzione ad esempio della "personalizzazione" delle
raccomandazioni in base alle caratteristiche specifiche dei loro
destinatari.

80. Appare opportuno, inoltre, fornire precisazioni in relazione alle
previsioni relative alla corretta presentazione delle raccomandazioni.
In relazione a tale argomento si rileva che:

a) una prima questione attiene all’art. 69-/bis/ del RE, relativamente
alle condizioni generali e, in particolare, con riferimento
all’attendibilità delle fonti e al carattere ragionevole delle analisi;
al riguardo, premesso che tali elementi devono essere valutati avendo
riguardo a ciò che generalmente viene riconosciuto "adeguato" nella
prassi operativa, si può osservare che l’attendibilità delle fonti si
riferisce principalmente alla verifica della provenienza delle
informazioni utilizzate e al loro grado di ufficialità e la
ragionevolezza delle raccomandazioni deve poter essere dimostrata, su
richiesta della Consob, in base all’adozione di adeguate misure
procedurali e organizzative relative al processo di produzione delle
raccomandazioni.

b) in relazione alla rilevanza della "modifica" che a seguito dell’invio
all’emittente, ai sensi dell’art, 69-/ter/ del RE, determina l’obbligo
di farne menzione nella raccomandazione, si ritiene che tale obbligo
sussiste nei casi in cui la modifica, riferendosi alla raccomandazione
nel complesso e non a singoli elementi o parti, sia di rilevanza tale da
modificare il significato dell’informazione fornita e quindi idonea ad
alterare le aspettative degli investitori che basano le loro scelte di
investimento anche sulla raccomandazione in questione.

81. Ulteriori chiarimenti da fornire in relazione alle raccomandazioni
attengono alle previsioni relative alla trasparenza dei conflitti di
interesse. Al riguardo si rileva che tra i rapporti e le circostanze che
possono essere ragionevolmente ritenuti tali da compromettere
l'obiettività delle raccomandazioni indicati nell’art. 69-/quater/,
comma 1, sono da includere, tra gli altri:

a) le partecipazioni agli organi sociali dell’emittente da parte del
soggetto pertinente, se persona fisica, ovvero delle persone fisiche che
lavorano per il soggetto pertinente, persona giuridica, sulla base di un
contratto di lavoro;

b) il caso di dipendenti dell’emittente che partecipano negli organi
sociali del soggetto pertinente se persona giuridica;

c) nonché l’eventuale coincidenza dei partecipanti ai consigli di
amministrazione dell’emittente e del soggetto pertinente se persona
giuridica.

82. Tra gli interessi finanziari rilevanti detenuti dal soggetto
pertinente, previsti dall’art. 69/-bis/, comma 1, lett. b), del RE
devono essere inclusi almeno:

a) l’esistenza di significative posizioni aperte su strumenti finanziari
derivati il cui sottostante è rappresentato da strumenti finanziari
emessi dall’emittente per numero e quantità tali da non garantire una
posizione complessivamente neutrale rispetto alla variazione delle
quotazioni degli strumenti sottostanti;

b) l’emissione di un volume significativo di strumenti finanziari
collegati agli strumenti finanziari dell’emittente;

c) l’esistenza di significativi rapporti di credito tra il soggetto
pertinente o le persone giuridiche collegate e l’emittente.

b) Valutazioni del merito di credito (art. 69-decies RE)

83. L’art. 114, comma 8, del TUF disciplina oltre alle raccomandazioni
anche le valutazioni destinate ai canali di divulgazione o al pubblico.
Tali previsioni sono da riferirsi alle valutazioni del merito di credito
di emittenti o di strumenti finanziari. La stessa disposizione esclude
dall’ambito della sua applicazione le valutazioni prodotte o diffuse da
società di /rating/.

84. Sulla base di tale indicazione la sezione III del capo II del titolo
II del RE (art. 69-/decies/), di attuazione dell’art. 114, comma 9, del
TUF, disciplina la corretta presentazione e la trasparenza dei conflitti
di interessi nella produzione e diffusione di valutazioni del merito di
credito emesse da soggetti che professionalmente producano o diffondano
tali valutazioni. Le valutazioni del merito di credito oggetto delle
norme in esame sono, come per le raccomandazioni, quelle destinate ai
canali di distribuzione o al pubblico. Si rimanda pertanto per i
chiarimenti sull’ambito di applicazione della disciplina alle
considerazioni già svolte nel paragrafo precedente.

85. Le norme regolamentari di attuazione stabiliscono che i soggetti che
professionalmente producono o diffondono valutazioni del merito di
credito devono informare il pubblico delle misure adottate al fine di
presentare l’informazione in modo corretto e di comunicare l’esistenza
di conflitti di interessi, specificando se e in quale forma tali misure
sono aderenti a quelle emanate dalla /International Organization of
Securities Commissions/ (IOSCO) in materia di agenzie di rating. Si
sottolinea al riguardo che l’adozione delle misure elaborate dalla IOSCO
– o di misure equivalenti – costituisce il riferimento adeguato al fine
di porre in essere comportamenti corretti e un soddisfacente livello di
trasparenza.

86. In riferimento alle valutazioni del merito di credito emesse da
soggetti abilitati è da ritenersi che si realizzano adeguate condizioni
di correttezza e trasparenza dei conflitti di interessi, equivalenti a
quelle previste dal citato art. 69-/decies/ del RE, qualora tali
soggetti rispettino le previsioni stabilite per le raccomandazioni
tenendo conto dei necessari adattamenti attinenti alla specifica attività.

V - Diffusione di informazioni attraverso la rete Internet

87. Lo sviluppo della rete Internet come strumento per la comunicazione
e l'informazione finanziaria ha contribuito in modo rilevante al
miglioramento del processo di diffusione al pubblico delle notizie
relative agli strumenti finanziari quotati utilizzabili ai fini delle
scelte di investimento.

88. Negli ultimi tempi si è registrata, infatti, una rapida crescita sia
del numero di emittenti strumenti finanziari quotati che utilizzano il
proprio sito /web/ come mezzo di diffusione delle informazioni
finanziarie, sia di siti dedicati all'informazione finanziaria, che
spesso presentano anche aree di discussione riservate allo scambio di
opinioni ed informazioni da parte degli utenti.

89. L'impiego della rete telematica, tuttavia, genera effetti positivi
in relazione allo sviluppo dell'efficienza del mercato a condizione che
venga garantito il rispetto dei medesimi principi di veridicità,
chiarezza e completezza che regolano l'utilizzo dei canali tradizionali,
al fine di non indurre il pubblico in errore su circostanze e fatti
essenziali in ordine ai quali si formano le aspettative di mercato e le
correlate decisioni di investimento da parte degli investitori.

90. In attuazione di quanto previsto dall’art. 6, comma 1, secondo
periodo, della direttiva comunitaria 2003/6/CE l’art. 66, comma 5, del
RE impone agli emittenti strumenti finanziari di pubblicare sul proprio
sito Internet, ove disponibile, i comunicati diffusi ai sensi dell’art.
114, commi 1e 4, entro l’apertura del mercato del giorno successivo a
quello della sua diffusione. La dizione "ove disponibile" riferita al
sito Internet chiarisce che l’obbligo di pubblicazione in questione si
applica soltanto alle società che abbiano già attivato un proprio sito.

91. Tale pubblicazione non esonera in nessun caso tali soggetti dal
rispettare preventivamente i predetti adempimenti previsti dal TUF.

92. A tale riguardo la Commissione sottolinea, inoltre, che le regole
volte ad assicurare l'integrità del mercato, ed in particolare quelle
che reprimono la diffusione di notizie non corrette, nonché la
comunicazione e l'utilizzazione di informazioni privilegiate, trovano
applicazione anche con riferimento alle informazioni diffuse attraverso
Internet.

93. Pertanto, al fine di garantire una corretta informazione degli
investitori, si raccomanda agli *emittenti* che utilizzano propri siti
Internet di attenersi ai seguenti criteri:

a) riportare i dati e le notizie nelle pagine web secondo adeguati
criteri redazionali, che tengano conto della funzione di informazione
della comunicazione finanziaria agli investitori, evitando, in
particolare, di perseguire finalità promozionali;

b) indicare in chiaro, in ciascuna pagina web, la data e l'ora di
aggiornamento dei dati;

c) assicurare, nel caso di utilizzo di una seconda lingua oltre a quella
italiana che il contenuto sia il medesimo nelle due versioni,
evidenziando, in caso contrario, le eventuali differenze;

d) diffondere, nel più breve tempo possibile, un testo di rettifica in
cui siano evidenziate le correzioni apportate, nel caso di errori
contenuti nell'informazione pubblicata sul sito;

e) citare sempre la fonte dell'informazione in occasione della
pubblicazione di dati e notizie elaborati da terzi;

f) dare notizia, nei comunicati previsti dalla normativa applicabile,
della eventuale pubblicazione sui siti web dei documenti, inerenti agli
eventi riportati nei predetti comunicati, che non siano stati messi a
disposizione del pubblico attraverso modalità di diffusione alternative;

g) mettere a disposizione del pubblico tramite Internet i documenti
preferibilmente in versione integrale, ovvero assicurare che l'eventuale
sintesi rispecchi fedelmente il quadro informativo del documento originale;

h) indicare, riguardo ai documenti pubblicati sul sito, se trattasi
della versione integrale, ovvero di un estratto o di un riassunto,
esplicitando comunque le modalità per il reperimento dei documenti in
formato originale;

i) effettuare eventuali rinvii ad altri siti sulla base di principi di
correttezza e neutralità e in modo tale da consentire all'utente di
rendersi conto agevolmente in quale altro sito si è posizionato;

l) indicare la fonte nonché l'ora effettiva della rilevazione dei dati
sulle quotazioni e sui volumi scambiati degli strumenti finanziari
eventualmente riportati;

m) consentire una libera consultazione del sito evitando, anche nel caso
in cui la gestione delle pagine sia effettuata da terzi, di
condizionarne l'accesso alla preventiva comunicazione di dati e notizie
da parte degli investitori;

n) Osservare la massima prudenza negli interventi nei siti di
informazione finanziaria, ovvero nei forum di discussione, al fine di
non alterare la parità informativa tra gli investitori.

94. Si raccomanda inoltre gli emittenti di pubblicare, attraverso gli
stessi siti, anche la documentazione relativa al bilancio di esercizio,
alla relazione sull'andamento della gestione del primo semestre e alla
relazione trimestrale.

95. Al fine di orientare al rispetto dei principi di correttezza anche
la condotta di tutti coloro che svolgono servizi di informazione
finanziaria tramite Internet relativamente agli strumenti finanziari
quotati, tra cui in particolare gli intermediari autorizzati, i siti di
informazione finanziaria, gli analisti indipendenti, si *raccomanda* ad
essi di osservare le indicazioni sopra riportate in merito alle
informazioni contenute nelle pagine, nei limiti in cui ciò sia
compatibile con la diversa natura dei soggetti interessati e del
servizio da essi svolto.

96. Si è rilevato, infine, che nelle avvertenze per gli utenti presenti
nei siti /web/ spesso sono inserite talune clausole limitative della
responsabilità per le informazioni in essi contenute e per quelle
richiamate mediante collegamenti ipertestuali. Al riguardo si invitano i
responsabili dei siti in questione ad esercitare la massima prudenza,
atteso che la presenza di tali clausole non è sufficiente ad escludere
possibili responsabilità in caso di svolgimento di attività
espressamente vietate dalle disposizioni vigenti.

VI - Registri delle persone che hanno accesso a informazioni privilegiate

a)  Ambito di applicazione

97. Il capo I del Titolo VII del RE contiene la disciplina di attuazione
dell’art. 115-/bis/ del TUF, relativa ai registri delle persone che
hanno accesso a informazioni privilegiate applicabile agli emittenti
quotati, ai soggetti in rapporto di controllo e ai soggetti che agiscono
in loro nome o per loro conto. La finalità di detta disciplina è quella
di sviluppare una maggiore attenzione degli operatori sul valore delle
informazioni privilegiate di cui dispongono e, quindi, di stimolare la
costituzione di adeguate procedure interne sulla circolazione e il
monitoraggio di tali informazioni, ciò anche al fine di realizzare una
riduzione del fenomeno dei /rumour/ di mercato. La stessa disciplina
consente al contempo di agevolare lo svolgimento dell’attività di
vigilanza da parte della Consob sul rispetto delle norme previste a
tutela dell’integrità dei mercati.

98. In relazione all’ambito di applicazione della disciplina in esame,
si rileva che sono tenuti ad istituire e mantenere un registro, ai sensi
dell’art. 115-/bis,/ in via primaria gli emittenti quotati e i soggetti
in rapporto di controllo con essi. In relazione a questi ultimi si
evidenzia che sono da ritenere soggetti agli obblighi in questione sia i
controllanti sia le società controllate.

99. Gli emittenti quotati sono le società come definite dall’art. 1,
comma 1, lett. w), del TUF, e pertanto tutti i soggetti italiani o
esteri che emettono strumenti finanziari quotati nei mercati
regolamentati italiani. Atteso che l’estensione degli obblighi di
informazione al pubblico, agli emittenti per i quali sia stata
presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni, è stabilita
dal comma 12 dell’art. 114 del TUF, soltanto con riferimento agli
adempimenti previsti dal medesimo articolo, la disciplina di legge non
prevede un obbligo di tenuta dei registri per la fase precedente
l’ammissione. Al riguardo tenuto conto dell’importanza che anche in tale
fase il citato strumento può avere al fine della regolare gestione
dell’informazione, da parte dei soggetti interessati, si *raccomanda*
agli emittenti per i quali sia stata presentata una richiesta di
ammissione alle negoziazioni, ai loro controllanti e controllati nonché
ai soggetti che agiscono in loro nome o per loro conto di anticipare la
predisposizione e tenuta dei registri a partire dalla data di
formulazione della richiesta di ammissione.

100. Con riferimento ai controllanti le informazioni rilevanti sono
quelle relative ad eventi o complessi di circostanze, riguardanti
operazioni decise dagli stessi soggetti, direttamente idonee, alla luce
delle circostanze concrete, ad influenzare il prezzo dei titoli quotati
della controllata. Parimenti, in relazione alle società controllate
rilevano tutte le informazioni che possano essere considerate di
carattere privilegiato per la controllante quotate, alla luce della
significatività delle attività delle predette società controllate. Nel
caso in cui una società controllata abbia strumenti finanziari quotati
in un paese comunitario diverso dall’Italia si ritiene sufficiente ai
fini del rispetto dell’obbligo in esame che siano effettuati i relativi
adempimenti previsti nel paese estero di quotazione.

101. L’art. 152-/bis,/ comma 4, del RE, consente, sia alle società in
rapporto di controllo con l'emittente sia allo stesso emittente, di
delegare ad altra società del gruppo l'istituzione, la gestione e la
tenuta del registro purché le politiche interne relative alla
circolazione e al monitoraggio delle informazioni privilegiate
consentano alla società delegata un puntuale adempimento degli obblighi
connessi. Al riguardo si precisa che per utilizzare tale facoltà è
necessario che la gestione del registro, nell’interesse del soggetto
tenuto all’adempimento, avvenga nel rispetto dei doveri posti a garanzia
della riservatezza delle informazioni privilegiate e dei divieti sugli
abusi di mercato, restando pertanto applicabile l’art. 114, comma 4, del
TUF in caso di intenzionale o non intenzionale divulgazione delle
informazioni al pubblico.

102. La disciplina si applica anche al controllante persona fisica; in
questo caso tale persona dovrà mantenere evidenza di tutti i soggetti
che hanno agito in suo nome o per suo conto.

b) Soggetti che agiscono in nome o per conto dell’emittente o dei
soggetti in rapporto di controllo con esso

103. In relazione ai soggetti che agiscono in nome o per conto
dell’emittente o dei soggetti in rapporto di controllo con esso si
rileva che i primi hanno la piena responsabilità dei registri da essi
predisposti. L’emittente o il soggetto in rapporto di controllo sono
tenuti ad indicare nei propri registri il nome del consulente, se
persona fisica, ovvero della società di consulenza unendo, in tale caso,
il nominativo di un diretto responsabile dell’attività prestata dalla
stessa società di consulenza. I soggetti che agiscono nel loro nome o
per il loro conto devono predisporre un registro contenente tutte le
informazioni richieste dall’art. 152-bis del RE.

104. Tali soggetti devono istituire i registri nel momento in cui
abbiano possibilità di accesso all’informazione privilegiata. Tale
adempimento è agevolato dagli emittenti attraverso la formulazione di
avvisi a coloro che espletano una funzione per loro conto quando vengano
ad essi trasmesse informazioni privilegiate. Gli emittenti, infatti, al
momento della comunicazione delle citate informazioni devono iscrivere
nel proprio registro i predetti soggetti e darne loro notizia, attivando
di conseguenza l’adempimento da parte dei terzi. Quanto sopra non
esclude la possibilità che, ad esempio, i consulenti che prestino la
loro attività in via continuativa per un emittente quotato istituiscano
un registro relativo a tale cliente avendo accesso a singole o a gruppi
di informazioni privilegiate attinenti il medesimo cliente.

105. In merito all’individuazione dei soggetti da includere tra quelli
che agiscono in nome o per conto dell’emittente o dei soggetti in
rapporto di controllo con esso, si osserva che, ai fini di un prudente
adempimento della disciplina in esame, è opportuno attenersi ad
un’interpretazione non meramente formale delle caratteristiche che
qualificano i predetti rapporti. E’ da ritenere, pertanto, che rientrino
tra tali soggetti, sia pure in modo non esaustivo, le seguenti figure:

a) i consulenti vari dell’emittente o dei soggetti in rapporto di
controllo con esso relativamente ad operazioni riguardanti l’emittente
(in materia legale, fiscale, economico aziendale ecc.);

b) le banche che organizzano e attuano programmi di finanziamento
dell’emittente la cui esistenza è da ritenere rilevante per la stabilità
finanziaria dell’emittente ovvero che comportano anche la prestazione di
attività di consulenza, quali ad esempio i finanziamenti strutturati, i
finanziamenti destinati alla ristrutturazione del debito e quelli
collegati ad altre operazioni straordinarie;

c) i soggetti abilitati che detengano informazioni privilegiate relative
all’emittente, in qualità di aderenti a consorzi di collocamento e
garanzia per l’emissione di strumenti finanziari, con esclusione della
ordinaria attività di /trading/ nell’ambito dello svolgimento dei
servizi di intermediazione;

d) le società di revisione;

e) i soggetti abilitati che svolgono la funzione di /sponsor/ a favore
di un emittente.

106. Si osserva, inoltre, che anche le agenzie di /rating/ dovrebbero
predisporre adeguate procedure relative alla circolazione e al
monitoraggio delle informazioni privilegiate detenute in relazione agli
emittenti oggetto di valutazione. Si rammenta che lo stesso CESR nel
documento di consultazione degli /advice/ per la Commissione europea
("/Market Abuse Additional Level 2 Implementing Measures/"
CESR/03-102b), ai fini della descrizione dell’ambito di applicazione dei
registri, aveva incluso in un elenco esemplificativo dei soggetti che
agiscono in nome o per conto degli emittenti anche le società di
/rating,/ elenco che non figura nelle misure adottate. Al riguardo si
rileva che l’esigenza di applicare la disciplina in esame alle società
di /rating/ è analoga a quella che si pone per le società di revisione e
per gli /sponsor/, cioè per una tipologia di soggetti che, da un lato,
devono essere considerati indipendenti, dall’altro, vengono remunerati
dall’emittente stesso e che, anche per tale ragione, sono stati inclusi
tra i soggetti sottoposti all’obbligo in esame.

107. I soggetti che agiscono in nome o per conto degli emittenti quotati
in Italia o dei soggetti in rapporto di controllo con essi sono tenuti
ad adempiere agli obblighi di istituzione e mantenimento dei registri
secondo le modalità previste dalla disciplina italiana anche se detti
soggetti sono quotati in altri paesi comunitari.

c) Caratteristiche delle persone da iscrivere

108. Da un punto di vista generale si osserva che l’universo delle
persone da iscrivere nei registri non coincide con quello dei soggetti
tenuti a comunicare le operazioni di compravendita di azioni emesse
dall’emittente medesimo o altri strumenti finanziari ad esse collegati
ai sensi dell’art. 114, comma 7, del TUF. In particolare, per quanto
riguarda i soggetti interni all’emittente è da ritenere che il numero di
quelli che vanno iscritti nei registri sia significativamente e
abitualmente più ampio di quello relativo al secondo adempimento. I
soggetti da includere nei registri sono infatti tutti quelli che hanno
accesso alle informazioni privilegiate, prescindendo dal livello
funzionale ricoperto nell’ambito dell’organizzazione aziendale
dell’emittente e dei soggetti in rapporto di controllo con esso ovvero
dei terzi rilevanti. Le persone soggette agli obblighi di informazione
inerenti al c.d. /internal dealing/ sono individuati, invece, in
funzione dell’appartenenza a livelli apicali dell’emittente
(amministrazione, direzione e controllo) nonché sulla base della
concorrente capacità di incidere sull’evoluzione e sulle prospettive
future dello stesso emittente, oltre che, per altre persone, in
relazione allo stretto collegamento con i primi soggetti.

109. L’art. 115-/bis/ del TUF prevede che devono essere iscritte nei
registri le persone che "/in ragione dell’attività lavorativa o
professionale ovvero in ragione delle funzioni svolte/" hanno accesso
alle informazioni privilegiate. La direttiva europea sugli abusi di
mercato specifica che le persone che devono essere iscritte nel registro
sono solo quelle che lavorano "/per/" il soggetto obbligato in virtù di
un contratto di lavoro o altro. Appare pertanto evidente che è fatto
obbligo di indicare nei registri soltanto le persone che lavorano per
conto, vale a dire nell’interesse di soggetti tenuti alla loro tenuta.
Non dovranno quindi, ad esempio, essere inclusi nel registro le
controparti in un’operazione di fusione o di acquisizione. Si evidenzia,
tuttavia, che i nominativi delle persone che non lavorano per il
soggetto obbligato ma che, comunque, hanno accesso a informazioni
privilegiate relative all’emittente potrebbero essere oggetto di
richiesta da parte della Consob nel corso di eventuali indagini in
materia di abusi di mercato.

d) Caratteristiche dell’accesso alle informazioni privilegiate

110. L’art. 115-/bis/ del TUF stabilisce che i soggetti iscritti nei
registri sono quelli che "/hanno accesso alle informazioni
privilegiate/". Tale acceso non implica necessariamente il possesso
effettivo di informazioni privilegiate, che è invece requisito
essenziale dei comportamenti di abuso di tali informazioni previsti dal
TUF. Per altro verso, l’accesso a informazioni privilegiate non deve
essere inteso come mera "/eventualità/" di avere accesso a informazioni
privilegiate, altrimenti nei registri verrebbero inclusi, ad esempio,
tutti i dipendenti di una società quotata e, quindi, la disciplina
perderebbe ogni valore.

111. Per una corretta applicazione delle disposizioni in esame occorre
considerare le procedure interne del soggetto obbligato in materia di
gestione dei flussi interni delle informazioni privilegiate. Nei
registri devono essere indicati quindi le persone che in base a tali
procedure hanno effettivamente possibilità di accesso a informazioni
privilegiate, tipicamente i soggetti che possono entrare in possesso di
informazioni privilegiate in modo lecito e autorizzato. Nei registri,
inoltre, andranno indicati anche tutti i soggetti che entrano
effettivamente in possesso delle informazioni privilegiate, sia pure in
modo occasionale.

112. Al riguardo si rappresenta che la disciplina in esame ha anche
l’obiettivo di incentivare i soggetti obbligati ad intraprendere
un’attiva politica aziendale in materia di circolazione e monitoraggio
delle informazioni privilegiate.

113. Si evidenzia che l’informazione privilegiata che comporta
l’iscrizione nel registro di chi vi abbia accesso coincide con la
tipologia di informazione definita dall’art. 181 del TUF. In
particolare, lo stesso articolo stabilisce che un’informazione è di
carattere preciso se si riferisce a un complesso di circostanze o eventi
verificatisi o che si possa ragionevolmente prevedere che si
verificheranno. E’ pertanto necessario provvedere alla registrazione
delle persone che dispongano delle informazioni privilegiate relative
sia ad eventi o complessi di circostanze già verificatisi, per i quali,
pertanto, si realizza l’obbligo della diffusione al pubblico, sia ad
eventi o complessi di circostanze di probabile realizzazione.

e) Struttura dei registri

114. In generale i criteri per la tenuta dei registri dovrebbero
riflettere le scelte adottate dai soggetti obbligati in materia di
circolazione e monitoraggio delle informazioni privilegiate e potrebbero
essere, quindi, molto differenziati in base alle specifiche soluzioni
individuate. L’emittente è, pertanto, libero di predisporre e gestire il
registro secondo le esigenze della propria struttura organizzativa.

115. A tale riguardo, pertanto, è possibile mantenere tali strumenti su
supporto cartaceo o informatico. Le modalità di tenuta dei registri
devono tuttavia essere idonee ad assicurare sufficienti requisiti di
qualità in ordine alla: /i/) certezza della data di ogni annotazione;
/ii/) immodificabilità del contenuto. E’ da ritenere comunque che per
gli emittenti quotati lo strumento informatico risponda in modo migliore
alle esigenze di pronta esibizione e agevole consultazione in caso di
apposita verifica disposta dalla Consob.

116. Per quanto concerne le modalità di iscrizione e aggiornamento dei
registri si può osservare che è possibile predisporre registri sia
"/permanenti/" o "/funzionali/" sia "/occasionali/" relativamente alle
persone che hanno accesso a informazioni privilegiate in ragione dei
ruoli e delle funzioni svolti. E’ pertanto possibile che un soggetto
venga iscritto nel registro in considerazione del fatto che esso lavora
presso una specificata unità organizzativa che, in base alle procedure
interne dell’emittente sulla circolazione delle informazioni
privilegiate, ha accesso a particolari categorie, tipi o gruppi di
informazioni privilegiate.

117. I registri possono anche essere suddivisi per "/categorie/" di
informazioni privilegiate, piuttosto che per singole specifiche
informazioni. In particolare si potrebbero individuare liste contenenti
persone in possesso di informazioni privilegiate che si trovano in uno
stadio iniziale (ad esempio le unità organizzative che presso una
/merchant bank/ si occupano della ricezione via posta di informazioni
eventualmente privilegiate), medio (ad esempio, le unità organizzative
che si occupano specificatamente dei fatti sottostanti alle informazioni
privilegiate), avanzato (ad esempio, i consiglieri di amministrazione) o
terminale (ad esempio, le unità organizzative che si occupano della
diffusione al pubblico delle informazioni privilegiate); si potrebbe
inoltre adottare un criterio misto, anche in funzione delle diverse
attività dell’emittente o della distribuzione territoriale degli uffici
o degli stabilimenti. Potrebbe inoltre risultare opportuno predisporre
un registro delle persone che stabilmente hanno accesso a informazioni
relative a eventi rilevanti allo stato iniziale che possano
successivamente avere un concreto sviluppo.

118. La costituzione di tali registri "/permanenti/" o "/funzionali/"
non esonera i soggetti obbligati dall’iscrivere nel registro le persone
che hanno accesso occasionale a informazioni privilegiate. Queste ultime
persone potranno essere, ad esempio, quelle che si occupano di
specifiche informazioni privilegiate (ad esempio quelle che si occupano
di un determinato progetto di acquisizione o fusione) o quei dipendenti
che sono entrati in possesso di una informazione privilegiata al di
fuori delle procedure sulla circolazione delle informazioni privilegiate
sottostanti a "registri permanenti" o "funzionali". Appare appropriato
quindi che il soggetto obbligato preveda una procedura interna che
richieda ai dipendenti già iscritti nel registro, che dovessero
comunicare un’informazione privilegiata a soggetti non tenuti, in base
alle disposizioni interne, ad avere accesso a tale informazione
privilegiata, di comunicare tale circostanza alla funzione che si occupa
della gestione del registro.

119. Considerato che la funzione del registro è strettamente connessa
all’evidenziazione del collegamento tra informazione privilegiata e
soggetto che vi ha accesso è evidente che la necessità della
registrazione si presenta nel momento in cui detto acceso si determina.

f)  Modalità di iscrizione e cancellazione

120. I soggetti obbligati a istituire e mantenere i registri devono
prevedere modalità di iscrizione nel registro che siano sufficientemente
efficaci in termini di individuazione dei soggetti interessati e di
verifica dell’effettivo funzionamento dei presidi volti a mantenere la
confidenzialità delle informazioni privilegiate. A tale riguardo è da
ritenere non adeguato un meccanismo che preveda l’esistenza di una mera
funzione di "/auto-denuncia/", sulla base della quale le persone che si
trovino in possesso di informazioni privilegiate comunicano tale
circostanza a una funzione incaricata della gestione del registro. Tale
meccanismo potrebbe invece essere previsto dalle norme interne del
soggetto obbligato come uno degli strumenti di monitoraggio della
circolazione delle informazioni privilegiate.

121. L’art. 152-/quater/ del RE prevede che i dati relativi alle persone
iscritte nel registro siano mantenuti per almeno cinque anni successivi
al venir meno delle circostanze che hanno determinato l'iscrizione o
l'aggiornamento. Sulla base di tale disposizione si fa osservare che
l’eventuale cessazione di un particolare incarico (ad esempio, direttore
amministrativo) che fa venire meno l’accesso a una data informazione
privilegiata (ad esempio, elaborazione delle situazioni contabili)
costituisce anch’esso un evento soggetto a registrazione. In tale caso
il nominativo del citato dipendente dovrà restare per altri cinque anni
nel registro a far data dall’ultima registrazione coincidente con la
predetta cessazione dell’incarico.

VII - Operazioni effettuate da soggetti rilevanti e da persone
strettamente legate ad essi

122. ** L’art 114, comma 7, del TUF disciplina le operazioni di
compravendita - effettuate dai manager di un emittente quotato, anche
per interposta persona - di azioni emesse dall’emittente medesimo o
altri strumenti finanziari ad esse collegati, prevedendo una apposita
comunicazione da rendere alla Consob e al mercato. La stessa
comunicazione è dovuta anche da chiunque detenga azioni in misura almeno
pari al 10% del capitale sociale e da ogni altro soggetto che controlla
l’emittente quotato. Sono soggette a obblighi di trasparenza anche le
operazioni compiute da persone strettamente legate ai predetti soggetti
rilevanti.

123. La disciplina attuativa del TUF è contenuta negli articoli da
152-/sexies/ a 152-/octies/ del RE. In particolare l’articolo
152-/sexies/ del RE elenca talune definizioni da utilizzare per
l’adempimento della disciplina. Al riguardo si forniscono le seguenti
precisazioni:

a) "Strumenti finanziari collegati alle azioni" – Art. 152-sexies,
lett. b)/

124. Tale disposizione contiene la definizione di "strumenti finanziari
collegati alle azioni" alle quali si estendono gli obblighi di
comunicazione di cui all’art. 114 comma 7

a.1) Azioni quotate emesse da società controllate dall’emittente quotato
(b.5)

125. Le azioni quotate, indicate nella lettera b.5) sono le azioni,
emesse da soggetti italiani o esteri, quotate nei mercati regolamentati
italiani.

a.2) Azioni non quotate emesse da società controllate dall’emittente
quotato (b.6)

126. La definizione di "azioni non quotate" emesse da società
controllate dall’emittente quotato, indicata nella lettera b.6,
comprende anche le azioni quotate in un mercato diverso dai mercati
regolamentati italiani.

Per società controllate dall’emittente quotato devono intendersi sia le
società controllate direttamente che quelle controllate indirettamente
per le quali si realizza la condizione di "rilevanza" indicata nella
lettera b.6. Tale condizione, per le società controllate direttamente,
cioè esclusivamente attraverso una partecipazione diretta dell’emittente
quotato, si realizza quando il valore contabile della partecipazione
detenuta dall’emittente quotato, come risulta dall’ultimo bilancio
civilistico approvato, sia superiore al 50% dell’attivo patrimoniale
dell’emittente quotato risultante nel medesimo bilancio.

Per le società controllate indirettamente dall’emittente quotato, e
comunque per tutte quelle nelle quali la partecipazione dell’emittente
quotato avviene anche in via indiretta, la condizione di "rilevanza"
viene calcolata in riferimento al peso effettivo che la partecipazione
in tali società riveste sull’attivo dell’emittente quotato. In
particolare, per ogni società controllata indirettamente, si calcola in
primo luogo il valore "effettivo" della partecipazione detenuta
dall’emittente quotato prendendo il valore contabile delle
partecipazioni detenute direttamente o indirettamente in tale società
dall’emittente quotato, "diluito" nel caso di partecipazioni indirette,
per le quote di partecipazione nelle società interposte. Si rapporta poi
tale valore al valore dell’attivo risultante dal bilancio civilistico
dell’emittente quotato, al fine di verificare se tale rapporto supera o
meno il 50%.

Ad esempio, nella seguente situazione teorica:

A = emittente quotato
B = società controllata direttamente da A
C = società controllata indirettamente da A

Con totale attivo di A =100

Valore contabile della partecipazione di A in B = 51

Valore contabile della partecipazione di A in C = 6

Valore contabile della partecipazione di B in C = 45

B è controllata direttamente da A quindi si calcola il rapporto tra il
valore contabile della partecipazione di A in B e il valore del totale
attivo di A = 51/100 = 51%. Pertanto B è una controllata "rilevante" di A

C è controllata indirettamente da A e ci sono due partecipazioni di A in
C, una diretta, il cui valore contabile è 6 e una indiretta il cui
valore "effettivo" è 45*51% = 22.95 quindi si calcola il rapporto tra il
valore effettivo della partecipazione diretta e indiretta di A in C
(6+22.95 = 28.95) e il valore del totale dell’attivo di A (28.95/100 =
28.95%). Pertanto C non è una controllata "rilevante" di A

Se invece la partecipazione di A in B fosse pari al 100%, oltre a B
anche C sarebbe una controllata rilevante di A in quanto il valore
effettivo della partecipazione sarebbe pari a 51 (6+(45*100%) = 51), che
rapportato al totale dell’attivo di A dà un valore superiore al 50%
(51/100=51%).

b) "Soggetti rilevanti" – Art. 152-sexies, lett.c)

127. Tale disposizione contiene la definizione di "soggetti rilevanti"
cui si applicano gli obblighi di comunicazione di cui all’art. 114 comma 7.

b.1 Funzioni di direzione (c.2 e c.3)

128. Le funzioni di direzione indicate nelle lettere c.2 ) e c.3) sono
quelle svolte dai direttori generali e dai soggetti che svolgono
funzioni equivalenti (ad esempio per le banche vice direttori generali
ed eventuali condirettori generali).

b.2 Dirigenti (c.2 e c.3)

129. Per quanto riguarda la definizione di "dirigenti", contenuta nelle
lettere c.2 ) e c.3), si premette che devono essere verificate
congiuntamente le due condizioni indicate nelle medesime lettere,
riguardanti il regolare accesso a informazioni privilegiate e la
detenzione del potere di adottare decisioni di gestione che possono
incidere sull’evoluzione e sulle prospettive future dell’emittente
quotato. Pertanto, i soggetti che rientrano in tale definizione possono
non coincidere con i soggetti che devono essere inclusi nel registro di
cui all’art. 152-/bis/ del RE, per i quali è previsto esclusivamente il
possesso del primo requisito e per i quali non è richiesto che rivestano
il ruolo di dirigente.

130. L’individuazione dei dirigenti rilevanti per la definizione di cui
alle lettere c.2) e c.3) dovrà pertanto essere effettuata dall’emittente
quotato sulla base di un’analisi condotta caso per caso, che tenga conto
della propria struttura organizzativa e decisionale, non essendo
possibile identificare a priori "posizioni" standard che rispettino i
due requisiti.

131. In via generale, si ritiene che debbano essere inclusi i dirigenti
che, oltre ad avere accesso a informazioni privilegiate, possono
prendere, per effetto di un conferimento anche implicito di poteri,
decisioni strategiche che abbiano effetto sull’intera società e non solo
su singole linee di attività, a meno che queste non rappresentino la
parte preponderante dell’attività complessiva dell’emittente quotato.

132. Inoltre sono inclusi i dirigenti che hanno un potere decisionale
autonomo, cioè non soggetto ad approvazione di altri organismi
decisionali dell’emittente quotato, mentre non è necessario che tale
potere sia solitario, essendo sufficiente che il dirigente sia membro
dell’organismo che ha il potere decisionale.

b.3 Società controllata, direttamente o indirettamente, da un emittente
quotato (c.3)

133. Per quanto riguarda l’individuazione delle persone rilevanti nelle
società controllate dall’emittente quotato, indicate nella lettera c.3),
si applicano le indicazioni fornite al punto precedente in merito alla
definizione di funzioni di direzione e di dirigenti che abbiano il
regolare accesso a informazioni privilegiate e che detengano il potere
di adottare decisioni di gestione che possono incidere sull’evoluzione e
sulle prospettive future della società controllata. Le società
controllate dall’emittente quotato sono sia quelle controllate
direttamente che indirettamente per le quali si realizza la condizione
di "rilevanza" indicata nella lettera c.3). A tale ultimo riguardo si
applica quanto indicato con riferimento alla lettera b.6).

b.4 Soggetti che detengano una partecipazione pari almeno al 10% del
capitale sociale dell’emittente quotato (c.4)

134. Per l’identificazione dei soggetti che detengano una partecipazione
pari almeno al 10% del capitale sociale dell’emittente quotato, di cui
alla lettera c.4), si applicano i criteri di cui all’art. 118 del RE.
Pertanto si tiene conto delle azioni delle quali un soggetto è titolare,
anche se il diritto di voto spetta o è attribuito a terzi, delle azioni
di cui non è titolare, ma rispetto alle quali spetta o è attribuito il
diritto di voto, delle azioni di cui sono titolari o su cui spetta il
diritto di voto interposte persone, fiduciari e società controllate.
Qualora più soggetti siano tenuti ad obblighi di comunicazione relativi
alla medesima partecipazione tali obblighi possono essere assolti da uno
solo di essi, purché sia garantita la completezza delle informazioni
dovute da tutti i soggetti interessati.

b.5 Soggetti che controllano l’emittente quotato (c.4)

135. Per l’identificazione dei soggetti che controllano l’emittente
quotato si applica la definizione di controllo dell’art. 93 del TUF.
Sono soggetti controllanti tutti coloro che controllano direttamente o
indirettamente l’emittente quotato. Qualora più soggetti, tra loro
legati da rapporti di controllo, siano tenuti ad obblighi di
comunicazione relativi alla medesima partecipazione tali obblighi
possono essere assolti da uno solo di essi, purché sia garantita la
completezza delle informazioni dovute da tutti i soggetti interessati.

Agli obblighi di comunicazione da parte del Ministero dell’economia e
delle finanze si applica il comma 6 dell’art. 120 del TUF. Pertanto tale
Ministero comunica solo le operazioni compiute nelle società in cui
partecipa direttamente in misura superiore al 10% o che sono da esso
controllate direttamente, mentre le operazioni compiute dalle
controllate del Ministero medesimo, qualora siano controllanti o
detengano una partecipazione superiore al 10%, sono comunicate dalle
controllate stesse.

c. Persone strettamente legate ai soggetti rilevanti" – Art.
152-sexies, lett. d)

136. La disposizione in esame contiene la definizione di "persone
strettamente legate ai soggetti rilevanti" le cui operazioni sono
oggetto delle comunicazione previste dall’art. 114 comma 7, da parte dei
soggetti rilevanti.

137. In relazione a tale argomento si premette che l’inclusione, accanto
alle persone fisiche legate al soggetto da determinati rapporti di
parentela, di alcune tipologie di persone giuridiche nell’ambito di
applicazione della disciplina è finalizzata ad evitare forme di elusione
della trasparenza. In tale ottica appare opportuno limitare l’ambito di
applicazione in modo coerente con tale finalità, definendo criteri di
identificazione delle persone giuridiche da considerare basati
sull’effettiva possibilità che l’operatività di tali soggetti sia in
grado di procurare concreti benefici economici al soggetto rilevante.

c.1 Funzione di gestione (d.2)

138. Per l’identificazione, quali persone strettamente legate ai
soggetti rilevanti, delle persone giuridiche, e ove compatibile delle
società di persone e trust di cui alla lettera d.2), si precisa che la
funzione di gestione è quella svolta dal soggetto o dall’organo titolare
dei poteri di amministrazione (amministratore unico, consiglio di
amministrazione o consiglio di gestione).

Si considera titolare, da solo, della funzione di gestione il soggetto
rilevante che rivesta la carica di amministratore unico. Nel caso di più
amministratori, il soggetto rilevante è titolare della funzione di
gestione nel caso in cui più della metà del consiglio sia composto dal
soggetto rilevante e/o da persone a lui strettamente legate indicate
alla lettera d.1).

c.2 Persone giuridiche controllate direttamente o indirettamente da un
soggetto rilevante o da una persona strettamente legata (d.3)

139. Per quanto riguarda la definizione di società controllate da un
soggetto rilevante o da una persona strettamente legata, vengono
considerate le società nelle quali il soggetto rilevante o una persona a
lui strettamente legata detenga una quota significativa della proprietà,
in quanto solo in questo caso gli effetti economici di transazioni
concluse dalla società possono essere riconducibili al soggetto stesso.
In particolare si considera esserci una quota significativa quando al
soggetto sia riconducibile una quota di diritti agli utili superiore al
50%. La quota di diritti agli utili nel caso di una catena di società
controllate è calcolata "ponderando" le quote di diritti agli utili
detenute nei singoli livelli: ad es. se il soggetto rilevante X
controlla tre società A, B e C e detiene direttamente una quota di
diritti agli utili nella società A pari al 100%, mentre A ha una quota
di diritti agli utili di B pari al 51% e B ha una quota di diritti agli
utili di C pari al 51%, la quota di diritti agli utili del soggetto X in
A è pari al 100%, in B è pari al 51% (100%*51%) e in C pari la 26%
(100%*51%*51%). Di conseguenza solo A e B saranno tenute a comunicare le
operazioni sulle società rispetto alle quali X è soggetto rilevante o
soggetto strettamente legato a un soggetto rilevante.

c.3 Interessi economici equivalenti (d.4)

140. In maniera analoga a quanto previsto per la lettera d.3, gli
interessi economici equivalenti in una società persone sono presenti
quando il soggetto rilevante detiene, da solo o congiuntamente a persone
strettamente legate, una quota superiore al 50% dei diritti agli utili.

141. L’art. 152-/septies/ del RE disciplina l’ambito di applicazione
delle disposizioni contenute nell’art. 114 TUF comma 7. Al riguardo, in
tema di tipologia delle operazioni, si precisa che: sono escluse
dall’obbligo di dichiarazione le transazioni che non hanno corrispettivo
economico quali le donazioni e le eredità, mentre sono incluse le
permute. In tale ultimo caso andrà considerato come prezzo della
transazione il valore stimato degli strumenti finanziari oggetto della
permuta;sono altresì escluse le assegnazioni a titolo gratuito di azioni
o di diritti di acquisto o sottoscrizione e l’esercizio di tali diritti
quando derivino da piani di compensi previsti dall’art. 114 bis;sono
invece comunicate le vendite di azioni rivenienti dall’esercizio di tali
diritti o dall’assegnazione gratuita; per le operazioni effettuate
nell’ambito di un rapporto di gestione su base individuale di portafogli
di investimento, nel caso in cui esse non derivino da un’istruzione del
cliente, gli obblighi di comunicazione *decorrono* dal giorno in cui il
cliente riceve la comunicazione da parte dell’intermediario delle
operazion*i stesse*. Per queste operazioni si invitano i soggetti
interessati a indicare nel campo note della sezione 4 dell’allegato 6,
la sigla SGR.

142. La soglia di 5.000 euro è calcolata nell’ambito di un anno solare.
Per il 2006, la soglia è calcolata con riferimento alle operazioni
effettuate dall’entrata in vigore delle disposizioni fino al 31 dicembre
2006 (compreso).

143. L’art. 152-/octies/ del RE disciplina // le modalità e i tempi
della comunicazione da rendere alla Consob e al pubblico. Al riguardo si
precisa che:

    * il termine di 5 giorni per la comunicazione a Consob e
      all’emittente ai sensi dei commi 1 e 2 dell’art. 152-/octies/ si
      calcola escludendo il giorno dell’operazione;
    * la pubblicazione da parte dell’emittente quotato ai sensi del
      comma 3 delle comunicazioni ricevute è effettuata entro il giorno
      successivo al suo ricevimento, anche qualora la comunicazione sia
      stata inviata all’emittente prima del 5° giorno;
    * la comunicazione alla Consob per conto dei soggetti rilevanti
      effettuata dall’emittente quotato ai sensi del comma 6 si ritiene
      automaticamente assolta se la pubblicazione è effettuata tramite i
      sistemi telematici di trasmissione delle informazioni attuati
      dalla società di gestione dei mercati entro i termini stabiliti ai
      commi 1 e 4.
    * per gli accordi previsti dall’articolo 152-/octies,/ comma 5, //
      tra gli azionisti con partecipazione superiore al 10% e gli
      emittenti, al fine della comunicazione delle informazioni in
      merito alle operazioni rilevanti, non è prevista l’adozione di
      alcuna particolare forma di conclusione.

144. Per quanto riguarda la comunicazione al pubblico da parte degli
emittenti quotati di cui ai commi 3 e 5, la Consob *raccomanda* che
l’emittente quotato diffonda tutte le comunicazioni pubblicate ai sensi
dell’art. 152-/octies/ sul proprio sito internet, secondo quanto
previsto dal comma 5 del citato articolo. A tal fine si raccomanda di
creare nel sito internet una apposita sezione denominata "/internal
dealing/" accessibile nella sezione dedicata alle relazioni con gli
investitori.

145. Si sottolinea infine che, pur venendo meno l’obbligo per gli
emittenti di dotarsi di codici di comportamento atti a disciplinare
l’attività di /internal dealing/, già richiesti dal Regolamento dei
mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A. le stesse
società, successivamente all’abrogazione di tali previsioni, hanno
facoltà di adottare comunque strumenti equivalenti per disciplinare
aspetti attinenti a tale materia, regolati o meno dalla legge e dal RE.
A tale riguardo si può citare, ad esempio, l’adozione di procedure
dirette a regolare eventuali accordi con soggetti esterni, a fissare i
tempi per l’acquisizione dei dati, ovvero ad individuare i c.d. "/black
period/".

146. Nel caso in cui gli emittenti dovessero prevedere, nelle forma di
autodisciplina, ulteriori obblighi di comunicazione in relazione a
operazioni di compravendita effettuate da persone diverse da quelle
indicate nell’art. 152-/sexies/ del RE, tali informazioni non devono
essere trasmesse attraverso le modalità previste dall’art. 152-/octies/
ma costituire oggetto di invio al pubblico con le modalità previste
dall’art. 66 del RE.

VIII - Fondi chiusi quotati

147. Ulteriori chiarimenti riguardano l’applicabilità della disciplina
relativa alle misure preventive degli abusi di mercato, con particolare
riferimento alla gestione dell’informazione privilegiata, ai registri
delle persone che hanno accesso alle informazioni privilegiate e
all’/internal dealing/ ai fondi chiusi quotati. A tale riguardo occorre
considerare che in relazione alle quote dei fondi ammesse alla
negoziazione sui mercati regolamentati, gli obblighi in questione
comportano adempimenti che possono attenere, ove applicabili, sia alla
sfera della società di gestione del risparmio, che gestisce il fondo,
sia a quella del fondo vero e proprio. Sono in ogni caso da tenere
distinti, sebbene possano trovare contestuale applicazione, gli obblighi
relativi alla sfera della società di gestione come "gestore" del fondo
da quelli che possono applicarsi in capo alla medesima società di
gestione nel caso in cui essa stessa abbia le proprie azioni quotate nei
mercati regolamentati.

148. Ciò premesso si può, ad esempio, citare la previsione contenuta
nell’art. 66, comma 7 del RE che richiede agli emittenti strumenti
finanziari di informare il pubblico delle proprie situazioni contabili
destinate ad essere riportate nelle rendicontazioni contabili quando
tali situazioni vengano comunicate a soggetti esterni, salvo che i
predetti soggetti siano tenuti ad un obbligo di riservatezza e la
comunicazione sia effettuata in applicazione di obblighi normativi,
ovvero non appena abbiano acquisito un sufficiente grado di certezza,
nonché di informare il pubblico delle deliberazioni con le quali
l'organo competente approva il progetto di bilancio, la proposta di
distribuzione del dividendo, il bilancio consolidato, la relazione
semestrale e le relazioni trimestrali. Al riguardo si ritiene che in
relazione al bilancio e alla relazione trimestrale, gli adempimenti
citati debbano riferirsi al rendiconto annuale e alla relazione
semestrale degli Oicr, nonché a tutti i rendiconti periodici
eventualmente previsti dai regolamenti di gestione. Si ritiene invece
che la disposizione non trovi applicazione in relazione alla relazione
trimestrale ed al bilancio consolidato. Analogamente, la deliberazione
con la quale l’organo societario competente approva la proposta di
distribuzione del dividendo va intesa come distribuzione dei proventi
dell’attività di gestione.

149. In aggiunta, sempre con riferimento alla gestione delle
informazioni privilegiate, appare opportuno chiarire che l’art. 68 del
RE concernente gli adempimenti relativi alla pubblicazione di dati
previsionali e obiettivi quantitativi non trova applicazione con
riferimento alle Sgr. Infatti, in tale caso non sussiste una effettiva
possibilità di diffondere dati previsionali sull’andamento della
gestione dei fondi chiusi quotati. Si consideri, al riguardo, che per la
suddetta tipologia di OICR un effettivo confronto tra l’obiettivo di
rendimento e l’andamento della gestione può essere effettuato solo a
scadenza, cioè nella fase (finale) di liquidazione del patrimonio del
fondo e non "nel continuo" come per un emittente tout court.

150. Per quanto concerne la disciplina dei registri si rileva che in
tali supporti devono essere iscritte tutte le persone che, in ragione
dell'attività lavorativa o professionale ovvero in ragione delle
funzioni svolte, hanno accesso alle informazioni privilegiate attinenti
alle quote di partecipazione al fondo quotate. Sono, pertanto, da
includere in tale area tutti i soggetti che abbiano un’effettiva
possibilità di accesso alle predette in formazioni sulla base di uno o
più dei citati rapporti concernenti sia la società di gestione "persona
giuridica" sia il fondo comune d’investimento chiuso inteso come
"patrimonio autonomo". In particolare, si ritiene che debbano tra gli
altri essere iscritti nei registri anche:

- i componenti dell’/advisor/ /committe/ generalmente previsto dai
regolamenti dei fondi;

- i soggetti alle dipendenze dell’esperto indipendente e
dell’intermediario finanziario incaricati ai sensi dell’art. 12-/bis/,
comma 3, lett. a) e b), D.M. Tesoro n. 228/1999.

151. Da ultimo si ritiene opportuno precisare che l’istituzione, la
gestione e la tenuta del registro, da parte di una società all’interno
del gruppo, non possano essere attribuiti dalla Sgr ad altra società del
gruppo a cui la stessa Sgr appartiene, quando l’ammissione alle
negoziazioni riguardi soltanto i fondi istituiti dalla Sgr stessa. Tale
facoltà è consentita invece in relazione alle informazioni privilegiate
relative alla Sgr i cui strumenti finanziari sono essi stessi ammessi a
quotazione.

152. Con riferimento alla disciplina relativa alla comunicazione delle
operazioni effettuate da soggetti rilevanti e da persone strettamente
legate ad essi (/internal dealing/), tenuto conto della particolare
natura dello strumento finanziario quotato di riferimento, è da ritenere
che:

- l’obbligo di comunicazione si applica solo alle quote di
partecipazione al fondo ammesse alla negoziazione e non agli strumenti
finanziari collegati;

- il concetto di "soggetti rilevanti" contenuto nell’art. 152-/sexies/,
lett. c), del RE, si applica solo con riferimento alle lettere c1), c2)
e c4); in particolare si intendono: per i soggetti indicati nella
lettera c1), i componenti degli organi di amministrazione e di controllo
della società di gestione; per quelli indicati nella lettera c2), i
soggetti che svolgono funzioni di direzione e i dirigenti nella SGR, che
abbiano regolare accesso alle informazioni privilegiate e detengano il
potere di adottare decisioni di gestione che possano incidere
sull’evoluzione del patrimonio del fondo, riferiti alla società di
gestione e/o agli organi di gestione del fondo; per quelli indicati
nella lettera c4), chiunque detenga una partecipazione superiore al 10%
del capitale sociale della società di gestione, nonché chiunque altro la
controlli.

153. In relazione alle società di gestione "persone giuridiche", che
sono esse stesse emittenti strumenti finanziari quotati, si applica in
modo pieno la disciplina prevista per le società con strumenti
finanziari quotati. Gli adempimenti dovuti in base a tale disciplina
trovano eventuale applicazione concorrente rispetto a quelli sopra
esaminati.

* * *

Per effetto della presente comunicazione è abrogata la comunicazione n.
DME/3019271 del 26.3.2003.

IL PRESIDENTE
/Lamberto Cardia/

 

/_________________
/ Nota:

* V. anche comunicazione Consob n. 6064291
del 28.7.2006, avente adoggetto: "Chiarimenti in relazione ai comunicati stampa emessi in
occasione dell'approvazione delle rendicontazioni contabili periodiche".

 

 

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